Vincenzo Pirrotta, chi è il regista siciliano di Spaccaossa. Biografia e carriera: dove è nato, quanti anni ha, come è diventato famoso, in quali film ha recitato. Quali sono i suoi successi, l’attività da regista. Di cosa si è occupato, come nasce il nuovo film del 2022.

Vincenzo Pirrotta

Attore, drammaturgo e regista, Vincenzo Pirrotta nasce a Palermo il 6 febbraio del 1971, quindi ha 51 anni. Si diploma alla scuola di teatro dell’I.N.D.A., cioè l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Lavora con i più grandi registi e attori del teatro italiano.

A partire dal 1996, conduce una ricerca sulle tradizioni popolari, innestando pratiche arcaiche nel teatro di sperimentazione. Tra i suoi spettacoli, si ricordano: “Eumenidi”, per la Biennale di Venezia del 2004, Teatro Stabile di Brescia; “Sagra del signore della nave” per il Teatro di Roma; “Terra Matta e Diceria dell’Untore” per il Teatro Stabile di Catania; “Filottete” per l’Unione dei Teatri d’Europa.

E, ancora: “Donne al Parlamento” per il XILX ciclo di spettacoli classici del Teatro Greco di Siracusa; “Clitennestra” per il Teatro Stabile Palermo; “Macbeth – Una magarìa” per il Teatro Stabile di Palermo e il Teatro Stabile di Catania.

Vincenzo Pirrotta è il fondatore di “Esperidio”, una compagnia teatrale di cui è direttore artistico e per la quale scrive e dirige numerosi spettacoli. Tra questi:  “N’Gnanzo’ù”, “Malaluna”, “Sacre-Stie” e “La ballata delle balàte”.

Teatro lirico e spettacoli

Non mancano, per lui, collaborazioni nel teatro lirico, con il Teatro dell’Opera di Roma e anche con il Teatro San Carlo di Napoli. Tra le regie più importanti, si annoverano: “Nozze di Figaro” di Mozart per il teatro Manoel di Malta, direttore Michael Laus; per il teatro Massimo Bellini di Catania “Carmen” di Bizet, opera inaugurale della stagione 2012, direttore Will Humburg, e “Attila” di G. Verdi, direttore Sergio Alapont, nel dicembre 2014.

Con i suoi spettacoli, Pirrotta calca le scene dei maggior teatri e festival dell’Europa. È presente in Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Germania, Portogallo, Malta, Inghilterra, Montenegro).

Cinema

Per il grande schermo, Vincenzo Pirrotta partecipa ad alcune delle più importanti e premiate produzioni degli anni recenti. Lo ritroviamo così in “Noi credevamo” di Mario Martone, “Il primo re” di Matteo Rovere, “Una storia senza nome” di Roberto Andò e “Il traditore di Marco Bellocchio”. Nel 2022 il suo nome sale alla ribalta con il primo lungometraggio che dirige: “Spaccaossa”.

Spaccaossa di Vincenzo Pirrotta

Per il suo primo film da regista, l’attore teatrale e cinematografico Vincenzo Pirrotta si circonda di eccellenze del cinema siciliano. Sul grande schermo porta una storia sofferta, intrisa di disagio sociale e che affonda le radici nella cronaca.

Spaccaossa, film del 2022, è ambientato nella periferia di Palermo, dove in un magazzino si svolge un vero e proprio business. Una improvvisata organizzazione criminale rompe con una valigia piena zeppa di pesi gli arti di persone consenzienti, che una volta procuratisi una mutilazione a gambe o braccia, possono chiedere dei soldi allo Stato.

Fingendo di aver subito un incidente, le “vittime” possono riscuotere abbondanti indennità da dividere (ma non in eque parti) con coloro che li hanno aiutati a riceverla, rompendo loro gli arti. Questa storia piena di disperazione, però, avrà molti sviluppi, che porteranno a grandi colpi di scena.

Il film vede alla sceneggiatura la partecipazione di Salvo Ficarra e Valentino Picone. Nel cast, lo stesso Vincenzo Pirrotta, Luigi Lo Cascio, Aurora Quattrocchi e Ninni Bruschetta.

“Quella di Spaccaossa – racconta Pirrotta in un’intervista a TheWom.it – è una storia ancora nelle viscere di ogni grande città. Si tratta di una storia complessa e universale. Ciò che mi ha colpito è la doppia miseria che porta con sé, sia la miseria ammantata di cinismo dei delinquenti sia la miseria dei disperati”.

Mi occupo da sempre di teatro civile e pensavo di farne un’opera teatrale: è stato poi Salvo Ficarra a convincermi che la storia aveva tutti i crismi per diventare un film. E ho cercato di farne un film pasoliniano, con la speranza che questa caratteristica venga fuori”, conclude.

Foto via FB /vincenzopirrotta.it

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