Il vino cotto siciliano è un prodotto strettamente connesso alla tradizione e alla vita di un tempo. Ancora oggi, la sua preparazione richiama tempi antichi, epoche in cui si era più legati alla terra e ai suoi frutti. Sebbene il vino cotto si preparai in tutta Italia, in Sicilia assume delle caratteristiche più particolari. La pratica di bollire il mosto prima della fermentazione ha origini nell’antichità classica. Si consumava come bevanda, come condimento o come correttivo per i vini. Già Plinio il Vecchio, nel I secolo d.C., descriveva un vino cotto simile a quello che si produce in Abbruzzo e nelle Marche. Nell’antica Roma vi erano diverse tipologie di mosto cotto. Da allora, secolo dopo secolo, si è arrivati ai giorni nostri.

Come abbiamo anticipato, il vino cotto siciliano è un po’ particolare. Veniva usato come sciroppo per la tosse, ma anche come ingrediente di molti dolci autunnali, come la mostarda d’uva e vari tipi di biscotti al vino cotto. Si tratta di sapori decisi, perfetti per affrontare i primi freddi dell’autunno. Leggendo la ricetta del vino cotto, si rimane colpiti per la presenza della cenere. In realtà, ricorre spesso nella cucina siciliana, perché riequilibra la funzione acido-basica delle preparazioni. A seconda delle aree della regione, in alternativa si usavano ceneri di carrube, di tralci di vite o di bucce di mandorle. Insomma, ci si ingegnava con ciò che si aveva. Leggendo le ricette più moderne si trovano anche cannella o chiodi di garofano, che aromatizzano il vino cotto. La sua preparazione è molto semplice: scopriamola insieme.

Come fare in casa il vino cotto

Ingredienti

  • Tutto quello vi serve è del mosto d’uva appena pigiata. Filtratelo attraverso un colino, per evitare che ci siano residui di vinacce e vinaccioli, e mettetelo all’interno di un pentolino.
Vino Cotto

VIno Cotto – Foto di Angelo Sigismondo

Procedimento

  1. Accendete la fiamma e portate il mosto ad ebollizione.
  2. Abbassate l’intensità della fiamma solo quando vedrete le prime bolle e fate cuocere per diverse ore,  avendo cura di mescolare con attenzione fino a quando il mosto non si sarà ridotto ad un terzo circa.
  3. È una attività lunga e tediosa. Per questo motivo è consigliabile lavorare su grandi quantità.
  4. Le sante delle nostre nonne, per esser sicure che il mosto si fosse ridotto ad 1/3, utilizzavano un lungo cucchiaio di legno sul quale facevano un segnare dopo averlo immerso all’interno di un pentolone.
  5. Durante la cottura potete aggiungere al mosto qualche scorza di cannella o aromatizzare il vino con dei chiodi di garofano o delle bucce di arance essiccate al sole e poi tritate.
  6. Quando sarete sicuri che la soluzione si sarà ridotta di un terzo, versate un po’ di vin cotto in un piatto e se noterete che il composto fatica a gocciolare allora vorrà dire che avete finito di cuocere.
  7. Il vino cotto è pronto. Non vi resta che farlo raffreddare e poi conservarlo in delle bottiglie di vetro ben pulite ed asciutte.

Consigli per conservare il vino cotto: se ben tappato e se conservato al buio, il vin cotto può stare per mesi ed anche anni.

Ricetta di Viola Dante

Foto in evidenza Visible Procrastinations – Attribution-NonCommercial 2.0 Generic (CC BY-NC 2.0)

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