Sono state depositate le motivazioni della sentenza di primo grado con la quale la Corte d'assise di Bergamo ha condannato all'ergastolo Massimo Giuseppe Bossetti, accusato dell'omicidio della 13enne. Nelle 158 pagine di motivazioni della sentenza, i giudici parlano di omicidio "di gravità inaudita". Bisogna "ritenere che l’omicidio sia maturato in un contesto di avance a sfondo sessuale" verosimilmente respinte dalla giovane vittima "in grado di scatenare nell’imputato una reazione di violenza e sadismo di cui non aveva mai dato prova fino ad allora".

Bossetti viene definito una persona dall'"animo malvagio", capace di "sevizie e crudeltà". Ci sarebbe stata "una condotta particolarmente riprovevole per la gratuità e superficialità dei patimenti cagionati alla vittima e dimostrano l'ansia dell'agente di appagare la propria volontà di arrecare dolore”. La corte fa riferimento anche all’"assenza di sentimenti di compassione e pietà".

Bossetti "non ha agito in modo incontrollato, sferrando una pluralità di fendenti, ma ha operato sul corpo della vittima per un apprezzabile lasso temporale, girandolo, alzando i vestiti e tracciando, mentre la ragazza era ancora in vita, dei tagli lineari e in parte simmetrici, in alcuni casi superficiali, in altri casi in distretti non vitali e, dunque, idonea a causare sanguinamento e dolore ma non l'immediato decesso".