Spinnare in siciliano, il verbo di chi vuole qualcosa.

I siciliani sono davvero unici. Devono sempre essere un po’ speciali, qualsiasi cosa facciano, differenziarsi in qualche modo. Se non ci credete, seguiteci alla scoperta di un termine decisamente interessante: spinnu. Se vi sono venute in mente le penne, siete totalmente fuori strada. E oggi vi spieghiamo perché.

Spinnu, un desiderio smodato

Se siete siciliani o siete stati almeno una volta in Sicilia, avete sentito parlare di “spinnu” o “spinno“, nonché del relativo verbo, che abbiamo appena citato. Questi termini vengono utilizzati per descrivere un desiderio, ma non un desiderio qualunque: si tratta di un volere qualcosa ardentemente. Facciamo un esempio. Immaginate che sia estate e di volere ardentemente qualcosa di fresco, magari una bella granita siciliana. Ecco, quello è proprio lo spinno di granita. E potreste dire “Sto spinnando per una granita!”. Adesso che sappiamo come si usano sia il verbo che il sostantivo, arriva la parte più interessante: conoscerne l’origine.

Le origini dello spinnu sono molto antiche e ci portano indietro ai tempi dell’antica Grecia. Allora esisteva la parola σπ′ανις (spà­nis) si­gni­fi­ca­va de­si­de­rio smo­da­to. Trasferendosi da quell’area geo­gra­fi­ca alla Sicilia e venendo contaminata da altre parlate, quella stessa parola si è tra­sfor­ma­ta in spìn­nu. Da una provincia all’altra esistono alcune variazioni, come è giusto che sia, ma non cambia il senso del termine. Ancora oggi non è cambiata l’intensità di quel desiderio che così tanto ci fa penare. La lingua siciliana dimostra di essere davvero straordinaria: basta pronunciare una parola per fare un viaggio nel tempo. La prossima volta che avrete spinno di qualcosa, ricordatevi da dove è cominciato tutto.

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