Non si placano le polemiche per la frase pronunciata da Alessandra Celentano durante la trasmissione Amici di Maria De Filippi. La maestra di ballo ha rivolto alcune critiche a Nunzio Stancampiano, che arriva da Adrano, in provincia di Catania, utilizzando dei toni che non sono passati inosservati. Quali sono state le reazioni dopo l’affermazione in tv.

Alessandra Celentano critica Nunzio ad Amici

Alessandra Celentano, parlando di Nunzio, ne ha sottolineato il marcato accento siciliano ed ha provato anche a imitarlo, storpiandone l’italiano: «Io lo voglio bene!», ha detto, proprio per far notare qualche scivolone grammaticale del ballerino.

Quando Maria De Filippi ha posto l’accento sulla frase, la Celentano ha risposto con uno scivolone che ha animato per tutto il sabato sera i social: «Bè ma parla così perché è siciliano». La De Filippi, a quel punto, ha cercato di intervenire, precisando: «Dalla Sicilia vengono grandi artisti, scrittori».

La maestra di ballo, consapevole di aver sollevato un polverone, ha provato a recuperare, dicendo: «Io amo la Sicilia». La frase non è servita a cancellare ciò che aveva appena detto. Diverse le reazioni, dopo quanto pronunciato da Alessandra Celentano, soprattutto attraverso i social.

Tra le tante risposte, anche quella del sindaco di Cerda, Salvatore Geraci, che ha ricevuto più di 2.500 e oltre 5mila condivisioni. «Abbasso Celentano, la “maestra” che durante la trasmissione di “Amici” ha offeso il concorrente siciliano Nunzio dicendo che non sa parlare italiano perché siciliano. Celentano sei semplicemente disgustosa: viva la Sicilia, viva la cultura siciliana. Come sindaco siciliano, in difesa e a tutela della onorabilità della Sicilia, scriverò una nota di protesta alla trasmissione Amici con pretesa di pubbliche scuse. Le parole delle Celentano sono inaccettabili. Nessuno tocchi la Sicilia».

Sempre via social, il capogruppo della Lega al Consiglio Comunale di Palermo, Igor Gelarda, afferma: «Credo che nessuna regione possa vantare come la Sicilia un quadro così composito di inflessioni diverse all’interno della stessa lingua, il siciliano appunto. Adesso, da siciliani, pretendiamo le scuse da parte della Celentano e il suo impegno ad approfondire la conoscenza della lingua e della cultura siciliana».

La lettera dell’avvocato messinese

Ha riscosso grande successo sui social anche una una lunga lettera di Antonella Pavasili, avvocato originaria del messinese che ha voluto rivolgersi direttamente all’insegnante, nipote del “Molleggiato”.

“Indecisa se scrivere nella mia lingua madre o in italiano – scrive Pavasili, nella lettera pubblicata sulla sua pagina Facebook – , alla fine ho optato per l’italiano, così da essere certa che lei comprenda. Perché per comprendere il siciliano, lingua conosciutissima e compresa ovunque, grazie a certi signori che non sto nemmeno a ricordarle (sarebbe probabilmente fatica sprecata), non basta esserci nati in Sicilia, occorre altro. Occorrono, soprattutto, la capacità e il coraggio di rompere le gabbie del pregiudizio, di aprirsi ad una cultura ricca di sfaccettature ed eccessi, di teatro e dramma, di lacrime e risa, di rabbia e quiete. E lei, evidentemente, non possiede queste qualità”.

“Pazienza – si legge ancora nella lettera dell’avvocato siciliano – , sopporteremo anche questa iattura. Però, figghiuzza bedda, è troppo difficile tollerare in silenzio la rozzezza dell’equazione da lei propugnata in una trasmissione televisiva di grande successo quale Amici! In estrema sintesi, secondo il suo genio, il giovane Nunzio, concorrente siciliano, non parlerebbe bene l’italiano perché, appunto, siciliano. E quindi, per estensione, tutti i siciliani partiremmo da questo gap. Forse, in un impeto di generosità, lei sarebbe anche disposta ad ammettere che qualche rara eccezione vi sia a queste latitudini. Ma solo, appunto, in via eccezionale”.

Ecco Maestruzza bedda, io non me lo piglio il disturbo di ricordarle quanta cultura sia partita da questo triangolo accucciato sul Mediterraneo – incalza l’avvocato – . Temo addirittura che certi nomi lei non li abbia mai nemmeno sentiti pronunciare, sennò non si spiega. Però su un punto non recedo e una richiesta gliela porgo. Torni sull’argomento e chieda scusa. No, no. Non chieda scusa per ciò che ha detto al giovane siciliano ma per la stucchevole, inutile e ipocrita affermazione successiva, pronunciata dopo la reprimenda della De Filippi. “Ma io amo la Sicilia!” Ma che fa lei, babbìa? Per chi ci ha preso? Pensa davvero che siamo dei minc… disposti ad accettare la sua graziosa elargizione? No, davvero. Non ce ne facciamo niente dell’amore a perdere di una poveretta imbrigliata nelle cinte del pregiudizio. Se lo tenga stretto il suo amore, ne facciamo volentieri a meno. Chieda scusa e si allontani”.

“Leggiu, leggiu, a passu i danza. Sulle note del marranzano. Con la sua abile maestria. Non sentiremo la sua mancanza. Quaggiù ce la caveremo bene anche senza il suo amore – conclude – . Tra un errore di grammatica e un bel tramonto. Mentre i mandorli esplodono. E tutti cantiamo… …ciuri ciuri, ciuri di tuttu l’annu.., Pardon, Maestruzza bedda, mi sono lasciata prendere la mano e sto scivolando pericolosamente sulla mia lingua”.

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