Foto di Maj Daisy Sard“Lu quadararu o lantinaru, o stagnataru etc etc etc “ io non lo ricordo…ne posso parlare solo per sentito dire…pare che fosse praticamente una via di mezzo tra il fabbro, il lattoniere  e l’idraulico.

Passava per le strade “abbanniannu” (gridando): “ fimmini, passa lu quadararu” (donne passa lo stagnino), la gente lo chiamava e si faceva aggiustare a domicilio il manico della pentola o “lu lemmi o lu vacili spirtusati”( la vaschetta o la bacinella bucate) e mille altre cose che per noi oggi sono diventate “usa e getta”.

Un vecchio detto siciliano recita: “Chi maluttempu!… e chi niscì lu quadararu?” (che brutto tempo!… chi è uscito lo stagnino?)
Il perché non è molto chiaro…forse i “quadarari “ erano persone che normalmente lavoravano  all’aperto (per es. contadini) e che quando faceva brutto tempo ripiegavano su questo secondo lavoro che poteva essere fatto a domicilio o comunque al chiuso.