Barbieri siciliani, una tradizione antica.

  • La bottega del barbiere siciliano è, da sempre, più di un semplice luogo in cui farsi tagliare o acconciare capelli e barba.
  • Simile a un circolo ricreativo, punto di incontro e sede di preziose confessioni, è legata a un mestiere che, per certi aspetti, è proprio simile a un’arte.
  • Ecco un po’ di storia e curiosità.

Tra le professioni siciliane tradizionali c’è sicuramente quella del barbiere. Un mestiere molto antico e importante. Se pensate che sia nato nella modernità, vi sbagliate di grosso. Già nelle società del Paleolitico, infatti, coloro che tagliavano i capelli erano figure dotate di grande autorità. Si pensava, infatti, che nei capelli risiedesse l’anima, quindi tagliarli era un modo per rinnovare le energie, rimuovendo le essenze negative accumulate. Tra gli antichi egizi, i barbieri erano illustri e rispettabili: anche in questo caso, le operazioni di taglio erano legate alla purificazione.

Gli antichi Greci e i Romani

Nell’antica Grecia, la professione di barbiere era molto popolare. Intorno al V secolo a.C, era tradizione per gli uomini portare capelli ondulati e barba, che veniva tagliata, arricciata e pettinata. Proprio i barbieri curavano queste attività, svolgendo una professione molto importante. Proprio in quel periodo e in Grecia nacquero le prime botteghe di barbieri. Erano luoghi di incontro, come club per uomini, all’interno di quali si conversava di filosofia, politica o questioni locali. Il barbiere aveva il compito di pettinare capelli e barba, massaggiare, spazzolare e dare lucentezza con lozioni, pomate e cera d’api.

Nel III secolo a.C. Alessandro Magno conquistò quasi tutta l’Asia e fu sconfitto in diverse lotte contro i Persiani a causa della barba dei suoi soldati: i Persiani, infatti, li afferravano per le barbe e li tiravano giù dai cavalli. Presto, dunque, arrivò per tutti l’ordine di rasarsi, quindi le barbe passarono di moda. Il bisogno di radersi aumentò la richiesta di barbieri.

Nel primo periodo dell’Impero Romano, gli uomini erano soliti portare capelli lunghi e barba ma, sotto l’influenza dei Greci, gli uomini vollero cambiare look. Nel 296 a.C. il senatore Ticinus Mena, tornato dalla Sicilia, introdusse l’usanza dei negozi di barbiere. Ecco, dunque, che è entrata in gioco la Sicilia, un crocevia di popoli, che aveva fatto sue le esperienze arrivate da lontano. Gli uomini romani trascorrevano lunghe ore da barbieri e fu in quel periodo che gli stessi iniziarono a praticare anche estrazioni dentali.

Dal Medioevo al Barbiere Siciliano moderno

Il Medioevo ha segnato un cambiamento importante: i sacerdoti, che fino a quel momento si occupavano delle operazioni chirurgiche, assunsero i barbieri per essere aiutati, poiché questi avevano già esperienza di estrazioni dentali e altre piccole operazioni chirurgiche. Di fatto, fino al XV secolo, i barbieri hanno continuato a fare interventi chirurgici e fornire cure. Bisogna dire che, in Sicilia, anche molto più avanti nei secoli il barbiere ha continuato a occuparsi della salute dei suoi compaesani: non faceva interventi chirurgici, ma componeva pomate, preparava tisane e si occupava delle medicazioni.

Da allora a oggi, moltissimo è cambiato. I barbieri non si occupano più di medicina, ma i loro negozi continuano a mantenere la loro natura di luogo di incontro. La bottega del barbiere (“lu saluni“) è sempre stata, nella cultura popolare siciliana, una sorta di circolo ricreativo, un luogo in cui rilassarsi, conversare, “curtigghiare” e passare delle ore spensierate. Un servizio decisamente completo dunque: non solo barba e capelli, ma anche intrattenimento, relax e cura dello spirito!

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