L’antico “casalia inhabitata” per gli “habitatores”.

  • Nell’immediata periferia di Custonaci, in provincia di Trapani, si trova un piccolo borgo dalla storia antica.
  • Baglio Messina è uno dei borghi rurali, gli antichi “casalia inhabitata” concessi nel 1214 da Federico II all’università di Monte San Giuliano (Erice).
  • Nacque allo scopo di aggregare abitanti e incrementare la popolazione.

Non si finisce mai di scoprire i borghi siciliani. Accanto alle località più famose, quelle che rientrano nei grandi circuiti e attirano visitatori da tutto il mondo, ve ne sono altre che, pur avendo molto da raccontare, sono decisamente distanti dalla luce dei riflettori. Questi piccoli gioielli aspettano solo di essere scoperti e rivelano una storia secolare. Il Baglio Messina si trova nella periferia di Custonaci (Trapani) e lega il suo nome a Federico II di Svevia. Fu lui, infatti, a concederlo nel 1241 all’università di Monte San Giuliano (Erice), con lo scopo di aggregare “habitatores” sul territorio circostante e incrementare la popolazione. Si tratta di un antico “casalia inhabitata”, cioè un borgo rurale. Il vasto territorio, che si estendeva fino a Castellammare del Golfo, venne diviso in feudi e assegnato alle famiglie ericine più facoltose, affinché lo amministrassero.

L’ambito comunale aveva il nome di “Riviera dei Marmi”. Comprendeva sette feudi con trentasei “parecchiate”, cioè appezzamenti di terreno che consentivano la coltivazione agricola, aggregando un determinato numero di abitanti. Da un elenco datato 1615, in cui si legge che i feudi della Riviera erano sette, Baglio Messina risulta essere parte di quello che era denominato “Feudo di Mocata“.

Baglio Messina, la Sicilia dei bagli

Il baglio (bagghiu) è una fattoria fortificata con ampio cortile. La nascita di questa tipologia architettonica coincide con il fenomeno della “colonizzazione” di vaste aree interne, magari abbandonate o incolte, da parte dei nobili locali. È espressione di una organizzazione legata al feudo o al latifondo, quindi alla grande proprietà terriera che alimentava le rendite delle classi aristocratiche e della borghesia. Si trattava di una grande azienda agricola abitata, oltre che dagli stessi proprietari terrieri, anche dai contadini. Questi vi lavoravano tutto l’anno o solo stagionalmente. Dentro il baglio c’erano numerosi alloggi, ma anche stalle e depositi per i raccolti. Ancora oggi, in Sicilia, si incontrano numerosi bagli, alcuni dei quali sono stati restaurati, per l’utilizzo come abitazione, azienda agrituristica o struttura ricettiva.

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