“È un uomo disperato, distrutto, che piange continuamente e non riesce a spiegare l’accaduto”: così un investigatore ha parlato dell’uomo di 43 anni che ha dimenticato il figlio di due anni per cinque ore in auto a Catania. Il piccolo è morto, probabilmente per colpa del caldo soffocante. Le temperature, ieri, hanno toccato nel capoluogo etneo i 34 gradi.

Adesso l’uomo è indagato, come atto dovuto, per omicidio colposo. Il 43enne lavora all’Università: il bambino è rimasto per cinque ore nel parcheggio, sotto il sole. L’uomo lo ha trovato esanime e lo ha portato al Policlinico, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.

Dal pronto soccorso del presidio sanitario hanno fatto sapere che il bimbo è arrivato in arresto cardiocircolatorio: gli operatori medici hanno provato a rianimarlo per alcuni minuti, tentando le manovre respiratorie, ma senza successo.

La tragedia avvenuta a Catania si sarebbe potuta evitare, ma la norma che impone in Italia l’uso dei seggiolini salva-bebè non è ancora operativa: manca il regolamento attuativo. Sulla scia di questi episodi, un anno fa il Parlamento ha votato l’obbligo di usare un sistema di allarme per i piccoli che rischiano di essere dimenticati in auto.

L’iter, che prevede anche il parere del Consiglio di Stato, non si è ancora concluso.