Il Carnevale di Termini Imerese, chiamato carnevale termitano, è uno dei più antichi d’Italia. Ogni anno, la cittadina in provincia di Palermo celebra il suo Carnevale, rinnovando una tradizione documentata fin dal 1876.

Le prime notizie sul Carnevale di Termini

La data del 1876 si ricava da una ricevuta di pagamento, rilasciata dalla “Società del Carnovale” di Termini Imerese, custodita dal collezionista privato Francesco La Mantia. La ricevuta è una testimonianza dell’esistenza di un’associazione per la promozione del carnevale di Termini, fin dal terzultimo decennio del XIX secolo. Questa fu rilasciata a Giuseppe Patiri, paletnologo e studioso di demopsicologia.

Il documento fu scoperto durante una ricerca storica sul carnevale termitano. La sfilata di carri allegorici ha avuto un grande sviluppo principalmente a partire dagli anni Cinquanta, grazie al supporto da maestri e appassionati cultori dell’arte della cartapesta.

Un altro documento che attesta il carnevale a Termini Imerese è datato 21 febbraio 1882 ed è in possesso del professor Salvatore Mantia.

Le caratteristiche del Carnevale termitano

Il carnevale di Termini ha in comune con gli altri eventi carnevaleschi più famosi la figura maschile, personificazione antropomorfa della festa. Questa figura prende il nome di “Nannu”, cioè nonno: questa, nell’ultimo martedì di carnevale (il martedì grasso), finisce al rogo. Il rogo è una cerimonia di purificazione che rappresenta l’anno vecchio trascorso.

Peculiarità esclusiva del carnevale di Termini Imerese è la presenza di una figura femminile, unica in Sicilia, ereditata insieme alla maschera-personaggio del “Nannu”, dall’antico carnevale di Palermo, che affianca la personificazione del carnevale e che prende il nome di “Nanna” (nonna), probabilmente simbolo della fertilità e della continuità dopo la morte al rogo del “Nannu”.

Il dualismo “Nannu” e “Nanna” del carnevale termitano si materializza nelle maschere originali di cartapesta, realizzate nella seconda metà dell’Ottocento da un appassionato e ignoto creatore di maschere carnevalesche. Le due maschere vengono tuttora usate durante il corteo.