Tra i castelli più particolari della Sicilia vi è senza dubbio quello di Gagliano Castelferrato, fortezza scavata nella roccia.

Ci troviamo in provincia di Enna. L’edificio fu costruito intorno al XI secolo e l’appellativo “Castelferrato” fu aggiunto successivamente, nel 1862, proprio per sottolineare il fatto che la città fosse difesa da una vera e propria fortezza di “ferro”.

La parte esterna del paese si trova ai piedi della rupe e si individua grazie ad alcune abitazioni nei pressi della Porta Falsa. Passando attraverso la porta si giunge, lungo un irto sentiero, al portone d’accesso. Qui c’è il nucleo centrale del castello, costituito da uno spazio delimitato da rupi e muri di cinta. All’interno c’è un edificio rettangolare. Nella parte ovest dell’edificio è stata scavata una sala polilobata, dalla quale si fa notare il portale d’ingresso.

A rendere famoso il castello fu Federico II, che ne fece la sua sede di riposo. In quel periodo divenne una sede elegante e sfarzosa, dove l’imperatore poteva dormire sonni tranquilli, vista la sicurezza della costruzione.

Vito Amico lo descriveva così: “Antico paese sotto dirupata e scoscesa rupe, sovrapposto a declive altura, rivolta a Scirocco, da ogni dove ricinto da colline; le viscere poi della rupe da ferro incavate presentansi in forma di fortezza che sebbene attualmente sia involta in ruine conserva non oscure vestigia di antica magnificenza, e decentissime abitazioni appresta pel Barone con oratorio, da poco tempo formate. Derivasi come appare dai ruderi, aver compreso un tempo la medesima rocca cinque torri, dodici fosse e cisterne, diciassette spelonche da congresso, trenta aule e più, nella maggior parte nel vivo sasso incavate.”