L’appello per salvare dall’oblio l’area delle Eolie.

  • Cave di pomice di Lipari, un patrimonio industriale da tutelare.
  • Tante le associazioni e le istituzioni che si sono espresse in merito.
  • Ecco tutte le potenzialità dell’area.

Quando si parla delle Eolie, subito si pensa al loro mare e alla loro natura incontaminata. Queste isolette siciliane, però, hanno molto altro da raccontare, come testimoniano le cave di pomice di Lipari. Un pezzo di storia industriale che rischia di finire nell’oblio. Chiuse definitivamente nel 2007, sono una testimonianza di un patrimonio anzitutto umano, cioè quello dei cavatori. Si estendono gli appelli e la mobilitazione di associazioni e istituzioni per salvarle, dopo un appello lanciato da Gianni Puglisi, presidente emerito della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. L’obiettivo è trasformarle in museo e parco archeologico dedicati all’industria mineraria eoliana.

Cave di pomice di Lipari, un bene da tutelare

A sostegno di questa iniziativa si sono espresse Museimpresa (oltre cento iscritti, tra grandi, medie e piccole aziende industriali e finanziarie), Federculture (l’associazione delle società culturali in prevalenza pubbliche) e Touring Club Italiano. All’appello aderisce anche il presidente di Sicindustria Gregory Bongiornoi. Si vuole, anzitutto, evitare lo smantellamento dei fabbricati e dei macchinari, varando anche un piano di rilancio per l’area, in quanto memoria dell’industria e del lavoro e come attrazione turistico-culturale.

A Lipari un museo e un parco minerario

Anche l’assessore ai beni culturali della Regione siciliana, Alberto Samonà, ha espresso un primo parere favorevole all’ipotesi del museo e parco minerario. «Dopo l’appello promosso da alcune organizzazioni locali in merito alle cave di pomice di Lipari come testimonianza di un’antica tradizione estrattiva identitaria per l’Isola – ha detto l’assessore – su impulso del mio assessorato, la Soprintendenza di Messina ha effettuato un sopralluogo tecnico, nelle località di Acquacalda e Porticello, per verificare lo stato del vecchio mulino e degli stabilimenti della Pumex, tutelati con decreto del 1993 con destinazione Museo della Pomice». «Del vecchio impianto – ha aggiunto – sono rimaste in piedi solo le mura perimetrali. È risultato inaccessibile a causa della fitta vegetazione che lo circonda e rimane visibile solo la vecchia ciminiera in cotto a raggiera che svetta per un’altezza di 15 metri. Dalla soprintendenza ricordano che vige il Piano territoriale paesistico delle isole Eolie sin dal 2001, mentre non è chiara la proprietà delle aree su cui si trovano le strutture ed è attualmente in corso un contenzioso tra il comune di Lipari».

A seguito del sopralluogo effettuato presso le cave di pomice di Lipari, la Soprintendenza ha evidenziato che si potrebbe valutare la possibilità di realizzare, limitatamente ad alcune aree, un parco geominerario con funzione didattica. In questo modo si potrebbero conservare la memoria e la storia dei luoghi, testimoniando il processo estrattivo e la storia della pomice con foto documentazioni, testimonianze, oggetti e ricostruzioni del ciclo di lavorazione. Foto: Ghost-in-the-Shell – (CC BY 2.0).

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