Scopriamo le spiagge più belle della Sicilia.

  • Acquacalda Lipari, una spiaggia Bandiera Blu siciliana.
  • Si tratta di una delle più suggestive delle Eolie, grazie alla sua posizione.
  • Ecco cosa la rende unica e perché si chiama così.

Non si finisce mai di scoprire le spiagge siciliane. Da un capo all’altro dell’isola e anche nelle Isole Minori ci si imbatte in continuazione in località e scenari che lasciano senza fiato. Dalle sabbie più fini alle rocce selvagge, dalle riserve incontaminate, ai lidi con ogni comfort, ce n’è una adatta a ciascuno di noi. Il nostro viaggio ci porta oggi nelle Isole Eolie, per conoscere da vicino la spiaggia di Acquacalda a Lipari. Se il nome vi suona familiare, è perché si tratta di una delle spiagge Bandiera Blu della Sicilia: un prestigioso riconoscimento che premia la qualità delle acque e il rispetto di importanti parametri qualitativi e ambientali. Conosciamo meglio questo suggestivo angolo di Sicilia.

Acquacalda Lipari, dove si trova

Nella costa settentrionale di Lipari troviamo una delle spiagge più spettacolari dell’isola, grazie alla sua posizione. Prende il nome dell’omonimo borgo, una omonima frazione che si sviluppa sulla spiaggia. Qui i fondali, grazie ai sedimenti di pomice depositatisi in mare nel corso degli anni, hanno un colore molto caratteristico. La zona di Acquacalda a Lipari è molto simile a Canneto: dista circa 10,5 chilometri dal centro comunale e più o meno 3 miglia nautiche dall’isola di Salina. Il suo nome deriva dalla presenza di antiche sorgenti termali, oggi scomparse. Si trova a ridosso del cono vulcanico del monte Chirica. L’ultima eruzione è databile a circa 1600 anni fa: fu caratterizzata da tre grandi emissioni di ossidiana e pomice. Questi luoghi hanno un indissolubile legame con la pietra pomice: ecco perché.

La storia di Acquacalda a Lipari viaggia in parallelo con lo sfruttamento della pietra pomice. Se ne ha notizia già dagli inizi del XVII secolo. Lo sfruttamento industriale della pietra inizia invece intorno alla metà del XIX ed è allora che si colloca lo sviluppo urbanistico del villaggio. Gli ultimi anni del XX secolo hanno visto, invece, un progressivo declino dell’attività estrattiva, che qui è cessata completamente nel 2000. Questo avvenne anche in conseguenza all’iscrizione dell’arcipelago eoliano nella lista dei beni Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco per l’unicità geologica e particolarmente vulcanologica dei luoghi. Foto: Clemensfranz –  Creative Commons Attribution 3.0 Unported.

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