Claudio Santamaria è il protagonista della nuova serie tv “L’Ora, inchiostro contro piombo“, in onda su Canale 5 da mercoledì 8 giugno, in cinque prime serate. «È una una delle serie di cui vado più orgoglioso», ha detto l’attore all’Ansa.

Claudio Santamaria è Antonio Nicastro

Santamaria interpreta Antonio Nicastro, giornalista ispirato alla figura di Vittorio Nisticò, direttore del quotidiano “L’Ora” di Palermo. Fu il primo quotidiano a utilizzare la parola mafia nero su bianco, quando il termine era impronunciabile. All’epoca l’editore Amerigo Terenzi affidò a Nisticò, classe 1919, la direzione del quotidiano.

Presentando l’uscita della serie sui suoi profili social, Santamaria ha detto: «Sono molto emozionato, vi confesso, perché credo che sia davvero una delle più belle serie che abbia mai visto! Spero che la guardiate, che lo facciate numerosi. Mai come in questo momento bisogna imporre questi temi che sono vitali, urgenti e necessari per una società che non dimentica, proprio perché vuole migliorarsi. Per una società animata da verità e giustizia con un’informazione che difende i diritti e la libertà.

La storia della fiction si apre con un giallo. A Corleone sparisce un sindacalista e Nicastro (arrivato da Roma con la moglie Anna) intuisce che, sotto, c’è qualcosa di grosso. Ha per le mani un’inchiesta da prima pagina, contro la mafia. “L’Ora, inchiostro contro piombo” ripercorre l’epopea del quotidiano fondato dal 1900 dalla famiglia Florio. Negli anni Cinquanta il giornale iniziò a pubblicare inchieste scottanti.

«È una una delle serie di cui vado più orgoglioso, che mi coinvolge non solo come attore, ma come cittadino. Invito i genitori a guardarla con i figli», ha detto Claudio Santamaria, parlando all’Ansa. «I nostri ragazzi – ha aggiunto – oggi sono molto affascinati dal male. Invece questa serie racconta un gruppo di eroi positivi, anche spericolati, le cui armi erano le macchine per scrivere, la carta stampata e la velocità del pensiero ed è importante mostrare la differenza, come si possa combattere onestamente, nonostante le ostilità della malavita».

Nicastro e la sua redazione, dalle pagine de L’Ora, svelarono i retroscena dei fatti di sangue. Per entrare davvero nel personaggio, Santamaria ha lavorato «anche sul carattere dell’uomo, restio ad ogni tipo di compromesso». La storia della fiction è liberamente tratta dal romanzo “Nostra Signora della Necessità” di Giuseppe Sottile (che ha lavorato a L’Ora). «Nicastro – ha detto ancora Santamaria – riteneva che la libertà inizi dove finisce l’ignoranza».

Parlando a Tv, Sorrisi e Canzoni, Claudio Santamaria ha raccontato del set a Palermo: «Si è creato un bel clima. A Palermo, città che amo, alloggiavo in pieno centro: ai Quattro Canti, a due passi da “Piazza della Vergogna”, come la chiamano i palermitani, perché in Piazza Pretoria, dove c’è la sede del Comune, le statue sono nude». Quando gli viene chiesto se ha assaggiato le specialità locali, confessa: «Un’arancina e una brioche col gelato di rado, per non ingrassare».

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