Sono calati del 90% in una settimana i ricoveri dei nuovi malati per Coronavirus. Il dato è molto significativo, ma non deve invitarci ad abbassare la guardia: si tratta, anzi, di un motivo per continuare a seguire le restrizioni attualmente in vigore.

Il Governo sta iniziando a valutare come ripartire dopo un mese di chiusure e divieti. Il premier Giuseppe Conte ha spiegato di non poter ancora dare delle indicazioni sulla cosiddetta “fase 2”, alla quale comunque si arriverà in modo graduale. Il primo step, comunque, è il vertice convocato nelle prossime ore da Conte, con alcuni ministri e con il Comitato tecnico-scientifico, in modo da avere indicazioni che si dovranno tradurre in misure concrete.

Luca Richeldi, direttore dell’Unità di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), ha spiegato: “I dati confermano un trend che conforta nel vedere un’efficace misura di contenimento della diffusione dell’infezione. Se guardiamo i dati su base settimanale, dunque dal 30 marzo al 6 aprile, abbiamo una riduzione di oltre il 90% del numero dei ricoverati: siamo passati da 409 a 27″, ha evidenziato Richeldi.

“Questo trend è confortato da un andamento molto importante che è quello dei ricoverati nelle terapie intensive: avevamo un saldo positivo di 75 ricoverati al 30 marzo, abbiamo -79 ricoverati in terapia intensiva oggi. Il trend si vede, meno forte, anche nei decessi: il 50% si concentra purtroppo in Lombardia. Su base settimanale – ha continuato Richeldi – vediamo una riduzione del 20% nel numero dei decessi, questa settimana il numero è andato sempre calando, anche se in misura meno significativa” rispetto agli altri due valori. “I decessi hanno bisogno di tempo per calare in maniera significativa”, ricorda.

Questi sono “dati confortanti, ma come ribadito dal ministro della Salute sono gli effetti delle misure di contenimento prolungate fino al 13 aprile. Questo effetto ci deve rafforzare sul mantenimento di queste misure“. Ovvio che “le decisioni prese dopo il 13 aprile saranno prese a livello politico, sentito il parere del Cts”, ma “abbiamo sotto gli occhi il risultato delle nostre scelte”.

“Abbiamo dati meno allarmanti, questo ci deve essere di conforto ma non ci deve far ridurre il livello di attenzione perché questi dati sono ancora allarmanti, ha sottolineato.

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