Le cupole rosse di Palermo rappresentano un tratto distintivo di alcuni degli edifici più preziosi della città. Diventate vere e propria icona delle costruzioni arabo-normanne, costituiscono una delle immagini da cartolina più amate della città, eppure nascondono un segreto. Oggi vi sveleremo quale.

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Partiamo anzitutto da un po’ di storia. Le celebri cupolette hanno iniziato a fare capolino durante il regno di Ruggero II. Sono famosissime quelle di San Cataldo e di San Giovanni degli Eremiti, costruzioni di ineguagliabile bellezza.

Le cupole rosse di Palermo

Ma andiamo al segreto.

Le cupole normanne in Sicilia, in realtà, non sono mai state veramente rosse! Ebbene sì. In origine erano ricoperte da un intonaco impermeabilizzante, formato da calce, sabbia e frammenti di laterizio. Questo impasto, con il tempo, assunse un colore leggermente rosato che, a contatto con gli agenti atmosferici, presto divenne di colore grigio cinerino.

Quando iniziarono i primi lavori di restauro, intorno la fine dell’Ottocento, l’incarico venne affidato all’architetto Patricolo. Questi, interpretando il ritrovamento di un avanzo di intonaco da lui considerato “rosso cupo”, fece rivestire di intonaco rosso vivo le cupole di San Cataldo e di San Giovanni degli Eremiti.

Ciò significa che soltanto dalla fine del 1800, cioè dal 1882, fece la sua comparsa il caratteristico colore che vediamo. Tutt’oggi, nelle giornate più limpide, le cupolette colorate creano un bellissimo contrasto con l’azzurro cielo di Sicilia.