Facciamo tappa in una bellissima isola minore della Sicilia per parlare del Dammuso di Pantelleria. Il dammuso prende il nome dal termine siciliano dammusu, che vuol dire “volta” o “intradusso”. In generale, con questo termine si indicano due strutture architettoniche tipiche: la casa storica dei Monti Iblei, costituita da una grotta naturale, ampliata nei secoli, e la tradizionale abitazione dell’isola di Pantelleria. Oggi parleremo di quest’ultimo.

Il dammuso di Pantelleria è un elemento caratteristico del paesaggio dell’isola ed è frutto della civiltà araba e del lavoro dei contadini. Le sue origini sono incerte, ma probabilmente remote. Probabilmente è nato come elemento rurale, che tiene conto delle peculiarità dell’isola: vento, caldo, scarsità di piogge e molto materiale lavico.

Tutte le foto sono di Jc Maccotta – Fonte Pagina Facebook Sicilia.

Gli esemplari più semplici sono costruzioni in pietra lavica locale, murata a secco con un duplice paramento di pietre sbozzate a spacco e mura di notevole spessore. La pianta, di solito, è quadrangolare e viene sormontata da una copertura a cupola o, più raramente, a botte. Questa p imbiancata a calce e usata per la raccolta delle acque piovane che alimentano le cisterne.

Vi sono alcuni elementi di arredo architettonico tipici dei dammusi: la casena (nicchia nelle pareti), la ducchena (banchina in pietra addossata alle pareti), la pinnata (tettoia con travature in legno e copertura di canne) e il passiaturi (sorta di corridoio scoperto per il collegamento di ambienti diversi).

Quasi sempre, accanto a un dammuso vi è anche un classico giardino pantesco.