I muretti a secco siciliani sono espressione di un’arte antica. La loro importanza è stata riconosciuta anche dall’Unesco, che li ha inseriti nella lista degli elementi immateriali Patrimonio dell’Umanità. Il paesaggio di Sicilia è pieno di esempi in tal senso: costituiscono un’aspetto tipico delle campagne, ma non solo. Il Dry Stone Walling riguarda tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra, ammassando le pietre l’una sull’altra, senza usare alcun altro elemento, a eccezione della pietra a secco (che non viene usata sempre).

Per comprendere il valore dei muretti a secco siciliani, vi basti pensare che è uno dei primi esempi di manifattura umana. Di fatto, troviamo questo tipo di lavori in altre parti d’Italia e del mondo, sia per fini abitativi che per scopi collegati all’agricoltura (soprattutto per i terrazzamenti).

“Le strutture a secco sono sempre fatte in perfetta armonia con l’ambiente e la tecnica esemplifica una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura. La pratica viene trasmessa principalmente attraverso l’applicazione pratica adattata alle particolari condizioni di ogni luogo”, spiega l’Unesco. I muri a secco, aggiunge l’organizzazione, “svolgono un ruolo vitale nella prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, nel combattere l’erosione e la desertificazione delle terre, migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l’agricoltura”.

Muretti a secco – Foto Wikipedia

I muretti a secco in Sicilia

Nei territori etnei, i muretti racchiudono i ricchi vigneti o costruiscono le “turrette”, strutture piramidali che si trovano nei territori di Linguaglossa, Piedimente Etneo e Randazzo. Le campagne della provincia Ragusana hanno una miriade di muri realizzati rigorosamente a secco, ovvero senza malta, secondo una tradizione antichissima. Questi, articolandosi sul terreno come una ragnatela, le rendono di spettacolare bellezza, dando comunque, al tempo stesso, un volto inconfondibile al territorio ibleo.

La ragione della fitta maglia di muri a secco va ricercata nella precoce formazione di una classe di piccoli proprietari terrieri, che dalla prima metà del Cinquecento frazionarono un immenso feudo e che, manualmente, assieme a numerosi contadini ne delimitarono le nuove proprietà in piccoli e grandi vignali con tali muri a secco.

Non possiamo, poi, non citare, i muretti a secco dei celebri Giardini Panteschi, vere e proprie meraviglie architettoniche.