ROMA –  La Sicilia affonda, la sua crisi sociale è allarmante ma silenziosa. Perchè?

Il dato emerso è allarmante. La Sicilia obliga all'indigenza più di 400 mila famiglie, costrette a vivere con meno di 1000 euro al mese. Poi, ci sono anche le famiglie, che questi mille euro al mese, non li hanno mai visti e che prima o poi, vorrebbero vedere. 

Occupazione giovanile ai minimi storici, anzi, inesistente.

Si tira la cinghia su tutto: 

dall'abbigliamento alle vacanze, dalla spesa agli acquisti di poco e di grosso conto. In Sicilia, non si hanno i soldi per andare a scuola, per continuare l'Università. In Sicilia, non si hanno i soldi per mettere la benzina nelle auto. Non si hanno i soldi per organizzare battesimi o matrimoni. Non si hanno i soldi per qualsiasi cosa, possa venire in mente, in uno stato civilizzato.

E' ALLARME IN SICILIA: QUI, NON SI VIVE PIU'

Il Presidente della Regione Crocetta è intento a cercare la soluzione più adeguata per aiutare i siciliani. Oggi si agisce rimodulando le proposte e le promesse già dichiarate. Come primo cambio di strategia, c'è lo STOP definitivo ALLA PROPOSTA PER IL REDDITO MINIMO.

"I siciliani non hanno bisogno del minimo per sopravvivere. I Siciliani, dovrebbero poter vivere, prima o poi."

Ed è questo l'ultimo argomento proposto dal Presidente della Regione che in accordo con l'assessore al ramo svela la sua strategia, ossia quella di dare soldi alle aziende per creare nuovi posti di lavoro. 

La dichiarazione: 

"Con l'assessore al ramo – dice Crocetta – stiamo pensando di trasformare il previsto reddito di cittadinanza in una sorta di bonus per le imprese che assumono dagli elenchi dei poveri. Verificherò questa ipotesi, su cui ho lavorato in questi giorni, con i capigruppo. Ho pensato d'incardinare il bonus per le imprese che assumono, o part time o a tempo indeterminato, persone al di sotto dei 5 mila euro di Isee e che abbiano più di 35 anni, perché per gli altri c'è la possibilità della Garanzia giovani".

(Fonte Repubblica.)

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