Due fiumi comunicanti dall’Egitto alla Sicilia.

  • Ecco un’interessante curiosità che unisce idealmente luoghi lontani.
  • La storia di un celebre fiume palermitano è legata a una singolare leggenda popolare.
  • Quella leggenda, come spesso accade, ci porta a viaggiare con la fantasia e a compiere un viaggio fino in Africa. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Le leggende siciliane sono praticamente infinite. La storia della nostra bellissima isola è costellata di racconti fantastici, di storie che ci fanno viaggiare con la fantasia. Un tempo la creatività del popolo era davvero vivace e riusciva ad associare realtà e fantasia in modo eccellente. Sapete che, ad esempio, il celebre fiume Papireto di Palermo sarebbe nato addirittura dal Nilo? Ebbene sì! Procediamo con ordine e cerchiamo di capirci qualcosa di più.

Il Papireto, chiamato anche torrente Danisinni, delimitava la prima Palermo punica: consentiva il riparo e l’approdo delle imbarcazioni in prossimità della Cattedrale, ma il porto corrispondente fu interrato nel 1591, su disposizione del vicerè Diego Enriquez Guzman, conte di Albadalista. A causa dell’utilizzo come fogna a cielo aperto, purtroppo le acque erano molto inquinate. Rendevano l’aria poco salubre ed è per questo che, nel periodo borbonico, sulle sue rive si costruivano soltanto povere abitazioni. Nello stesso periodo, inoltre, ebbero inizio le opere di interramento del corso d’acqua.

Due fiumi “fratelli”

Adesso che sappiamo cosa è avvenuto, passiamo a ciò che la fantasia popolare ha creato. Si narrava che la grotta da cui originava la sorgente di Danissinni fosse in realtà l’ingresso di un lungo passaggio sotterraneo che conduceva fino al Nilo. I due fiumi, dunque, sarebbero stati collegati. Ad alimentare la credenza, il fatto che anche sulle sponde del Papireto vi fossero tanti papiri (tipici dell’Egitto) e anche qualche sporadico coccodrillo (per saperne di più, basta leggere qui la storia del coccodrillo della Vucciria).

Il fiume Papireto oggi

Ai giorni nostri una veduta parziale del primitivo letto e corso fluviale è visibile lungo la direttrice discesa dei Giovenchi – via Panneria, che conduce da via Maqueda a piazza Monte di Pietà, parallela al Cassaro a settentrione, annovera il Piano di Sant’Onofrio posto a metà del percorso, sul lato a nord prospetta la chiesa di Sant’Onofrio. Attualmente scorre ancora sotto alcune strade cittadine ed è denominato canale Papireto; a differenza del Kemonia, il cui corso è stato deviato verso il fiume Oreto, il Papireto arriva autonomo fino al mare.

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