Una leggenda siciliana davvero insolita.

  • Nei pressi di Catenanuova ci sono i resti di un’antica masseria che ha molto da raccontare.
  • La sua storia si intreccia con la leggenda e con un fiume diventato incredibilmente bianco.
  • La masseria si chiama fondaco Cuba: ecco cosa la rende speciale.

Quando si parla di leggende siciliane, è difficile comprendere dove finisca la fantasia e dove inizi la realtà. I racconti che vengono tramandati da una generazione all’altra, infatti, sono spesso così avvincenti da spingerci a crederci che siano davvero avvenuti, anche se non sempre ci sono prove a supporto. Scoprire queste storie rimane, comunque, un’attività molto interessante. Oggi ci fermiamo a Catenanuova, in provincia di Catania, per parlare della leggenda del fiume di latte. Si narra che un cavaliere, volendo ricevere a tutti i costi un re e una regina, mise in piedi uno stratagemma unico.

La storia

A testimoniare l’accaduto, rimangono oggi i resti di una antica masseria, tra storia e leggenda. Il fondaco Cuba, in passato, è stato albergo e stazione di posta. Vi si fermavano coloro che andavano da Castrogiovanni a Catania, a cavallo o in carrozza. Su una lapide si legge che qui si fermarono, nel 1713, un re e una regina. Ma non solo: trovarono ospitalità, in passato, anche Wolfang Goethe e il pittore Cristofaro Kneip.

La leggenda del fiume di latte riguarda però la coppia regale: il re Vittorio Amedeo II di Savoia e la consorte, Anna d’Orléans. I due si stavano recando da Palermo a Messina, per fare rientro in Piemonte, ma il cavaliere Ansaldi da Centuripe voleva conoscerli e omaggiarli a tutti i costi. Per farlo, ordinò ai suoi operai di versare tutto il latte munto quel giorno nel vicino torrente. Le guardie del re, vedendo il corso d’acqua bianco, si meravigliarono. Corsero a dirlo al sovrano, anche lui incredulo, che volle assaggiare: era un fiume di latte. Il cavaliere, a quel punto, si avvicinò e svelò il trucco. Nel frattempo, dato che si era fatta notte, i reali pernottarono nella masseria. Il giorno dopo, prima di andare via, il re nominò Ansaldi inventore del “fiume di latte”, Capitano onorario delle Guardie reali.

Foto di Catenanuova13 – Pubblico dominio

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