Franco Scaldati, chi è l’attore, drammaturgo, autore e regista siciliano. Biografia e carriera: dove è nato, quando è morto, quanti anni aveva quando è morto, quali sono i suoi lavori più importanti.

Franco Scaldati

Attore, regista e drammaturgo, Franco Scaldati nasce il 13 aprile del 1943 a Montelepre, in provincia di Palermo. La sua famiglia si trasferisce presto nel capoluogo siciliano, dove il padre ha in gestione due bar. Lascia gli studi prima di conseguire la licenza elementare e inizia a lavorare alla sartoria di Peppino Ferina da quando ha 12 anni e fino al 1978.

Questa esperienza lo identifica nel mondo del teatro come “Il Sarto” e da qui prenderà il nome la storica “Compagnia del Sarto“, attiva tra gli anni Settanta e Ottanta. Durante gli anni del lavoro presso la sartoria, scrive, legge e desidera fare l’attore. Debutta nel 1964 con la compagnia di Nino Drago, “I Draghi”, nello spettacolo “Ricorda con Rabbia” di John Osborne.

Anni Settanta, Ottanta, Novanta

Franco Scaldati lavora con Drago fino al 1968 e, nel frattempo, segue la militanza politica tra le vie del quartiere Zen di Palermo. Nei primi anni Settanta riprende l’attività di scrittura e apre un piccolo spazio chiamato “Re di Coppe”, che chiude dopo un anno. Riprende a lavorare con Drago dal ’74 al ’78 e insieme fondano, anche con altri, il Piccolo Teatro di Palermo.

Insieme agli altri, Scaldati apre nel 1976 lo spazio “La locanda degli Elfi”. Nel frattempo mette su famiglia e ha due figli. Dal 1980 al 1985 lavora al Teatro Biondo, appena divenuto Stabile, e viene scritturato dai fratelli Taviani per il film “Kaos”. Continua sempre a scrivere e rappresentare i suoi spettacoli, prodotti dal Piccolo e dal Biondo.

Grazie allo spettacolo “Assassina” nel 1987 vince il premio TTVV a Riccione e trova fama nazionale. Sopraggiungono premi e tournée in tuta Italia. Esce nel 1990 una prima raccolta di quattro testi, scritti in un arco di tempo di oltre 10 anni. Dirige tra il 1989 e il 1991 il Piccolo Teatro, portando in scena il progetto “Angeli” con Antonella Di Salvo, attrice e sua preziosa collaboratrice.

Sebbene riscuota successo, Scaldati rifiuta la notorietà e si ritira dalla scena ufficiale, per trovare uno spazio creativo nell’intimità del laboratorio. Nasce nel 1992 l’avventura del Laboratorio Femminile dell’Ombra, con lo scopo di lavorare su un progetto vastissimo, “Femminile dell’Ombra“.  Viene formata un’Associazione omonima e il progetto rimane in piedi fino alla fine degli anni Novanta.

Di questo periodo sono gli spettacoli legati ad un’altra famosa coppia del teatro scaldatiano: Totò e Vicé. Compaiono per la prima volta come personaggi all’interno del testo “Indovina Ventura”, datato 1983, e trovano uno spazio autonomo dieci anni dopo, quando vengono portati in scena alle Orestiadi di Gibellina.

Altri due testi composti sotto il segno del Laboratorio Femmine dell’Ombra sono “La locanda invisibile”, Premio Ubu e co-produzione del Teatro Biondo e “Santa e Rosalia”, legato alla città e all’anima di Palermo. Sono entrambi del ’96 e non sono mai stati pubblicati, nonostante le varie riprese anche durante gli anni Duemila.

Cinema e anni Duemila

Negli anni Novanta Franco Scaldati torna a ricoprire il ruolo di attore cinematografico soprattutto per il regista palermitano Pasquale Scimeca in film quali “La notte di San Sebastiano” (1993), “I briganti di Zambùt” (1997) o nel 2005 “La Passione di Giosuè l’ebreo”. Viene anche diretto anche Giuseppe Tornatore ne “L’uomo delle stelle” (1995) e in “Baarìa” (2009).

Tra la fine dei ’90 e i primi anni del nuovo millennio si esaurisce la spinta del primo laboratorio. A quel punto, Di Salvo e Scaldati separano il proprio percorso. Non si interrompe, invece, il lavoro laboratoriale all’Albergheria. Gli anni Duemila iniziano nel segno della nascita dell’Associazione Compagnia delle Lanterne. Questa rimane una parentesi breve, sostituita nel 2022 dalla Compagnia Franco Scaldati, attiva anche dopo la morte dell’autore.

Scaldati, nel biennio 2005-2006, ricopre la carica di direttore artistico presso le Orestiadi di Gibellina. Nel 2003 è uno dei protagonisti del film ” Il ritorno di Cagliostro”, diretto da Ciprì e Maresco. Nel 2012, insieme a Franco Maresco e Roberta Torre, realizza spettacoli e laboratori per la rassegna In Cantiere ai Cantieri Culturali alla Zisa a Palermo.

Franco Scaldati continua a lavorare con la propria compagnia, tra laboratori e spettacoli, fino al momento della morte. Muore il 1 giugno del 2013, all’età di 70 anni.

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