Delle Grotte dell’Addaura, che si trovano a Palermo, si parla sempre troppo poco. Questo complesso è costituito da una serie di cavità naturali che furono oggetto di importanti scoperte già dalla seconda metà dell’Ottocento. Le tre grotte naturali sono poste sul fianco nord-orientale del Monte Pellegrino. L’importanza del complesso è determinata dalla presenza di incisioni rupestri databili fra l’Epigravettiano finale e il Mesolitico.

Sul fianco del monte, che domina Palermo, a sud-est della spiaggia di Mondello e a 70 metri sul livello del mare, si aprono le cavità, nelle quali sono state ritrovate ossa e strumenti utilizzati per la caccia che attestano la presenza dell’uomo a partire dal Paleolitico e nel Mesolitico. I reperti sono conservati nel Museo archeologico di Palermo.

Ciò che però ha reso il sito ancora più affascinante è stato il rinvenimento di incisioni rupestri paleolitiche, all’interno di quella che è stata chiamata “Grotta delle Incisioni”. Qui, sulla parete di fondo e su quella sinistra, ci sono graffiti di numerose figure antropomorfe e zoomorfe.

Stando al parere degli esperti, le incisioni risalirebbero a un periodo compreso tra i 14mila e gli 8mila anni fa. Il dibattito, in tal senso, è sempre acceso. I graffiti potrebbero rappresentare la scena di un sacrificio umano o dei danzatori che intrattengono gli astanti nel corso di un rituale. Si tratterebbe, secondo uno studio pubblicato da un ricercatore americano, delle più antiche rappresentazioni omoerotiche dell’arte occidentale.

Nonostante non ci sia ancora una comune visione in merito alle incisioni, una cosa è cerca: i graffiti delle Grotte dell’Addaura sono un caso unico nell’ambito dell’arte rupestre paleolitica mondiale, un patrimonio da valorizzare. Purtroppo, ormai da tempo non sono visitabili. Fino al 1997 era possibile ma poi il sito è stato chiuso a causa dell’instabilità del costone roccioso.