Tramonta il sogno di Luna Rossa, ma la sua è una grande impresa.

  • Il team New Zealand ha vinto ad Auckland la 36esima edizione dell’America’s Cup.
  • Il sogno italiano – e siciliano – di Luna Rossa tramonta per 7-3.
  • È stata una sfida combattuta, con il team nostrano che ne esce a testa alta.

Come tutti i bei sogni, purtroppo, è finito con un brusco risveglio: New Zealand vince la Coppa America di Vela. Luna Rossa ha giocato la sua sfida al meglio, emozionando gli spettatori e tenendo testa ai campioni. Il team italiano ha avuto dalla sua anche un po’ di sfortuna. Agli All Blacks della vela è basta la decima regata, delle 13 potenzialmente programmate, per chiudere i conti: il trofeo, dunque, rimane ad Auckland, dove è fermo dal 2017. Fu allora che New Zealand sconfisse gli statunitensi di Oracle. Il regolamento della America’s Cup è impietoso, poiché consente a chi detiene il trofeo di stabilire le regole. Per questo motivo non è semplice strappare quella coppa da chi la stringe con forza. Luna Rossa, però, ce l’ha davvero messa tutta e ha regalato grandi momenti di sport e spettacolo. Ha acceso gli animi siciliani, con il suo animo siciliano. Ecco come.

Luna Rossa all’America’s Cup

L’ambizione di Luna Rossa è durata per 6 regate, fino al parziale di 3-3. I neozelandesi, giorno dopo giorno, hanno acquisito più padronanza della barca, imponendo i propri ritmi e dettando le gerarchie. Luna Rossa, comunque, ha compiuto una piccola, grande impresa: ha vinto la Prada Cup (la prima della storia), cioè la selezione tra gli sfidanti, ma non solo. Ha dato filo da torcere a New Zealand e ha regalato una coinvolgente distrazione in un momento molto delicato. Ha dimostrato che bisogna crederci e non mollare, avere dedizione. Una caduta in piedi, dunque, che diventa sicuramente un nuovo motore per l’azione. Quanto fatto dal team di Luna Rossa riempie di orgoglio la Sicilia, perché nel cuore dell’imbarcazione italiana c’è la Trinacria: Luna Rossa, infatti, ha gareggiato per il Circolo della Vela Sicilia di Palermo. A bordo si è parlato siciliano grazie al timoniere palermitano Francesco Bruni, al draftsman Gabriele Di Trapani, agrigentino, e ad Agostino Randazzo (quest’ultimo presidente del Circolo della Vela Sicilia). Foto.

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