Sta facendo il giro del web con rapidità la lettera di una maestra americana, indirizzata ai suoi piccoli alunni di terza elementare per sostenerli alla vigilia dell'esame "ISTEP", che valuta il progresso scolastico con prove standardizzate. 

A pubblicare la lettera online, la mamma di uno dei bimbi, Abby Martin, che ha raccontato come il figlio si sia commosso leggendo le parole della sua maestra. 

Ecco il testo completo, tradotto da Valentina Mecca dell'Huffington Post:

Carissimi alunni,
nelle prossime settimane sosterrete l’esame ISTEP di matematica e di lettura e due settimane dopo un altro esame di lettura, l’IREAD. So quanto vi stiate impegnando ma c’è qualcosa di molto importante che dovete sapere.
Gli esami ISTEP e IREAD non sono in grado di valutare tutte quelle caratteristiche che rendono ciascuno di voi speciale e unico. Chi ha creato questi test e chi li valuterà non vi conosce quanto vi conosco io, né tantomeno quanto vi conoscono le vostre famiglie.
Non sanno che alcuni di voi parlano due lingue, né che vi piace cantare o disegnare. Non hanno mai visto il vostro talento naturale per la danza. Non sanno che i vostri amici possono contare su di voi, che la vostra risata può illuminare i giorni più bui o che diventate rossi quando vi sentite in imbarazzo. Non sanno che praticate sport, vi preoccupate per il futuro e che a volte aiutate i vostri fratellini minori. Non sanno che siete gentili, affidabili e premurosi… e che ogni giorno fate del vostro meglio.
I voti dei test diranno qualcosa ma non diranno tutto. Questi test non parlano di voi. Ci sono tanti modi di essere intelligenti. VOI siete intelligenti! Siete abbastanza! Siete la luce che illumina le mie giornate e la ragione per la quale tutti i giorni sono felice di venire a lavoro. Per questo, tra un test e l’altro, ricordatevi che non esiste un modo per “esaminare” tutte quelle caratteristiche incredibili e magnifiche che fanno di VOI quello che siete!
Tutto quello che vi chiedo è di fare del vostro meglio e di non mollare. Studiate queste cose da quando avevate cinque anni, ormai siete pronti! Io credo in voi!