Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con le attività di commemorazione delle stragi del ’92, di via Capaci e via D’Amelio. Parte oggi il viaggio della Nave della Legalità, che partirà oggi, alle ore 18, dalla banchina del Porto di Civitavecchia. A Palermo arriveranno circa 1500 studenti, nella mattina del 23 maggio, per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e degli agenti delle loro scorte: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.

Ci saranno iniziative contro le mafie in tutta Italia, nell’ambito di #PalermoChiamaItalia. La manifestazione è promossa dal 2002 dal MIUR e dalla Fondazione Falcione. Le principali attività legate alla commemorazione si terranno a Palermo, nella giornata del 23 maggio, in cui ricorre l’anniversario della strage di Capaci. Interverranno alle diverse iniziative numerose figure istituzionali.

Le attività del 23 maggio

Nel pomeriggio partiranno a Palermo i due tradizionali cortei di #PalermoChiamaItalia, che vedranno protagonisti anzitutto gli studenti e i docenti, aperti a tutta la città. Il primo partirà alle ore 15.30 da via D’Amelio, il secondo alle ore 16 dall’Aula Bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, per il Silenzio, alle 17.58, l’ora della strage di Capaci.

“Nessuno di noi”, sottolinea Maria Falcone, Presidente della Fondazione Falcone, “quel 23 maggio di 27 anni fa avrebbe immaginato che un giorno tragico, un giorno di dolore e lutto, sarebbe stato l’avvio di una trasformazione profonda del nostro Paese, l’inizio di un percorso che migliaia di studenti, migliaia di persone hanno da allora intrapreso portando avanti le idee di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e di tutti gli uomini e le donne dello Stato che sono morti per mano della mafia.

Vedere ogni anno Palermo “invasa” dai ragazzi che partecipano alle manifestazioni organizzate per l’anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio è una gioia immensa e al tempo stesso la dimostrazione che il lavoro quotidiano nelle scuole e nelle Università che la Fondazione Falcone e il Miur svolgono ha un valore inestimabile e rappresenta lo strumento più efficace per creare una coscienza antimafiosa nelle nuove generazioni. Solo una rivoluzione culturale profonda consente di vincere la battaglia contro la criminalità organizzata”.