Con 207 voti favorevoli il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge costituzionale sul riconoscimento delle condizioni e dei limiti dell’insularità. Ora il provvedimento tornerà a Montecitorio per l’approvazione definitiva.

Insularità, ok all’unanimità dal Senato

L’Assemblea, nella giornata di mercoledì 27 aprile, ha dunque approvato all’unanimità, in seconda deliberazione, il disegno di legge costituzionale n. 865-B. Si tratta del documento di modifica dell’articolo 119 della Costituzione, concernente il riconoscimento del grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità.

Il prossimo step, adesso, è il ritorno del ddl all’esame della Camera. Sono stati 2017 i voti favorevoli. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. «Esprimo sincera soddisfazione per il voto unanime espresso dal Senato sul disegno di legge costituzionale per il riconoscimento delle condizioni e dei limiti dell’insularità».

«Un’ingiustizia che dura da ottant’anni»

Queste le dichiarazioni del Governatore, che ha commentato il via libera da Palazzo Madama, in seconda lettura, al provvedimento che adesso tornerà alla Camera per l’approvazione definitiva. «Con il riconoscimento dell’insularità si verrà a eliminare un’ingiustizia che dura da quasi ottant’anni», ha concluso Musumeci.

Anche la Sardegna condivide la soddisfazione della Sicilia. Uno studio specifico sul problema, realizzato dall’Istituto Bruno Leoni, ha quantificato in circa 5.700 euro pro capite il “costo dell’insularità” per la Sardegna. Si tratta di circa 9 miliardi di euro l’anno (a fronte di un PIL della regione di circa 20 miliardi di euro).

Quanto costa alla Sicilia l’insularità

Uno studio realizzato e pubblicato dalla Regione Siciliana nel 2020 ha messo in evidenza che, alla Sicilia, la condizione di insularità costa tra 6 e i 6,5 miliardi di euro (cioè 1.308 euro a persona). La ricerca ha analizzato il Pil pro capite e i costi dei trasporti.

Sempre secondo lo stesso studio, negli ultimi 20 anni, dunque, essere un’isola è costato a ogni residente in Sicilia una “tassa occulta” annuale di 1.308 euro. «Un costo – ha spiegato la Regione – che si traduce in circa 6 miliardi e 540 milioni di euro (pari al 7,4% del PIL regionale) ogni 12 mesi».

«Tenendo, invece, in considerazione i costi dei trasporti e le conseguenze sugli operatori economici e vari settori di attività, la stima dell’impatto della riduzione dei prezzi sul PIL risulterebbe pari al 6,8%: il risultato è che l’isola è gravata di una penalità quantificabile in 6 miliardi di euro l’anno».

Foto: dom fellowesLicenza.

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