Nuova struttura ospedaliera d’eccellenza in Sicilia.

  • L’Ismett 2 sarà a Carini, nei pressi di Palermo.
  • Sarà una replica, ma con nuove caratteristiche, dell’Ismett 1.
  • Progettato dallo studio di Renzo Piano, avrà 250 stanze singole.

La Sicilia avrà una nuova struttura ospedaliera d’eccellenza 4.0. L’Ismett 2 sorgerà a Carini, poco distante da Palermo, e sarà la replica con nuove caratteristiche dell’Ismett 1, il centro trapianti in partenariato con l’Università di Pittsburg. Il nuovo ospedale avrà 250 stanze singole e sarà inserito nel contesto naturalistico di un bosco di macchia mediterranea. A progettarlo, lo studio del noto architetto Renzo Piano. Ecco tutti i dettagli.

Ismett 2, la centralità mediterranea della Sicilia

«Ismett 2 si proietta in una dimensione mediterranea. Non vogliamo essere competitivi con i Paesi del Nord Europa – ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – ma un punto di riferimento per quelli del bacino euroafroasiatico. Il futuro della Sicilia, infatti, sta nella sua centralità mediterranea, non solo geografica, ma anche economica e culturale. Dobbiamo rispondere alle esigenze di milioni e milioni di cittadini del Sud che cercano l’Europa nelle città del Nord, ai quali, invece, dobbiamo dare la possibilità di trovarla qui in Sicilia: il primo lembo di terra europeo ad appena 75 chilometri dalle coste del Continente africano».

Il presidente della Regione ha aggiunto: «Oggi stiamo segnando un ulteriore passo verso una sanità che diventa competitiva non solo per il ritorno in termini economici, con un risparmio finora quantificato in 40 milioni di euro per la mobilità passiva grazie ad Ismett 1, ma anche per ciò che determina dal punto di vista delle entrate. Con Ismett 2 potremo garantire interventi di alta specializzazione, riducendo i dolorosi “viaggi della speranza“. Un progetto al quale il governo regionale ha sempre creduto e per il quale abbiamo destinato oltre 180 milioni di euro».

Il progetto che si affianca a Ismett 1

Ismett 2 è progettato tenendo conto della dura esperienza della pandemia Covid-19. Includerà 42 letti di terapia intensiva in condizioni ordinarie, e i restanti 214 di terapia sub-intensiva, e flussi dei pazienti che consentono la gestione clinica dei degenti con gravi manifestazioni di malattie infettive in aree strutturalmente e funzionalmente isolate e indipendenti da quelle dedicate alla cura dei pazienti ordinari. Il nuovo ospedale permetterà di continuare a gestire pazienti affetti da malattie croniche non trasmissibili (es. malattie cardiovascolari e tumori) anche a fronte di epidemie e pandemia.

L’innovazione tecnologica avrà un ruolo fondamentale nella nuova struttura, a partire dalla cartella Clinica Elettronica (CCE) utilizzata trasversalmente in tutti i reparti, passando per la digitalizzazione del sistema amministrativo e contabile. Sarà un ospedale completamente digitalizzato e pronto a gestire la cura anche con l’utilizzo del machine learning, dell’Intelligenza Artificiale, del deep learning e del “Clinical Decision Support”, in piena sicurezza e nel rispetto della privacy. Il nuovo ospedale sorgerà nella stessa area in cui la fondazione Ri.Med. sta realizzando un centro di ricerca biomedica, in prossimità dell’autostrada per l’aeroporto.

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