Sapete perché a Palermo c’è la Discesa dei Giudici? In genere le vie delle città sono intitolate a personaggi illustri o fanno riferimento ad episodi storici di una certa rilevanza, ma nel caso della via Discesa dei Giudici di Palermo, si tratta invece di una leggenda ispirata ad un fatto realmente accaduto e testimoniato da Erodoto.

La leggenda popolare nata dal malcontento dei palermitani a seguito di innumerevoli ingiustizie legali subite, narra di un bambino, figlio di un ricco signore, rimasto orfano di padre e di madre che fu posto sotto la tutela di un abate che invece di fare gli interessi del bambino, lo defraudò di tutta la ricchezza ereditata.

In un primo tempo l’abate affidò il bambino ad una nutrice affinché se ne prendesse cura pagandole un compenso, ma con il tempo appena riuscì ad impossessarsi dell’intero patrimonio, smise vilmente perfino di pagare la donna che impietositasi del bimbo innocente decise di crescerlo insieme ai suoi figli malgrado le grosse difficoltà economiche.

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Passarono gli anni ed il bimbo diventato un ragazzo andò a lavorare presso un maestro chiavettiere per aiutare economicamente la famiglia. Un giorno il ragazzo confidò la sua triste storia al suo padrone che commosso dal racconto ed indignato per il comportamento dell’abate, decise di rivolgersi ai magistrati per ottenere giustizia. Ma purtroppo l’abate riuscì a corrompere i giudici e a farsi assolvere.

Il fabbro allora ancora più indispettito e deluso, pur di ottenere giustizia si rivolse direttamente all’imperatore Carlo V, il quale prese a cuore la vicenda del ragazzo e venne a Palermo in incognito per assistere al nuovo processo e per verificare personalmente il malcostume dei giudici.

Al processo i cinque magistrati corrotti respinsero nuovamente le richieste, e fu così che Carlo V si levò in piedi per farsi riconoscere e li condannò. I cinque magistrati furono legati alle code dei cavalli e trascinati giù per quella strada che fu in seguito denominata Discesa dei Giudici.

Furono poi scorticati vivi e quindi bruciati sul rogo. Ecco spiegato secondo la credenza popolare il perché la strada si chiama Discesa dei Giudici. Un’altra curiosità riguarda una statua bronzea raffigurante l’imperatore Carlo V con la mano tesa e le cinque dita allargate, nella vicina Piazza Bologni,  che per la credenza popolare è lì per  ricordare a tutti quello che accadde ai cinque giudici molto tempo fa.