Il disco usciva il 21 settembre del 1981

  • La Voce del Padrone di Franco Battiato compie 40 anni.
  • Si tratta di una pietra miliare della musica italiana, un disco iconico.
  • Fu il primo album italiano a raggiungere il milione di copie vendute.

Sono tanti i motivi per ricordare Franco Battiato, cantautore siciliano che ha saputo scrivere importanti pagine di storia della musica italiana. Oggi, 21 settembre, c’è un motivo più speciale degli altri, perché si celebra l’anniversario dell’uscita di uno dei suoi album più iconici, definito uno dei dischi italiani più belli di sempre. Il 21 settembre del 1981, infatti, usciva La Voce del Padrone, che avrebbe rivoluzionato la musica italiana e segnato la svolta nella carriera del cantautore (scomparso il 18 maggio del 2021, a 76 anni).

La Voce del Padrone di Franco Battiato fu il primo disco italiano a superare il milione di copie vendute. Nella tracklist ci sono brani indimenticabili, tra pop, elettronica e classica. I testi sono ricchi di citazioni e riferimenti. Sono entrati ormai  di diritto a far parte della cultura musicale del nostro Paese. Impossibile non citare  “Summer on a solitary beach”, “Bandiera bianca”, “Cuccurucucu” o “Centro di gravità permanente”.

Copertina de La voce del Padrone di Franco Battiato

La copertina de La voce del Padrone di Franco Battiato

La Voce del Padrone di Franco Battiato: la storia

Il disco fu l’undicesimo album del cantautore di origini catanesi e uscì per l’etichetta EMI Italiana. Vanta il primato di primo long playing a superare il traguardo del milione di copie vendute in Italia. Restò al primo posto in classifica per diciotto settimane non consecutive fra il maggio e l’ottobre del 1982. Per promuoverlo, sia in Italia che all’estero, vennero estratti otto singoli. Uno per il mercato italiano, due per quello francese, due per quello spagnolo, due per quello olandese e, infine, uno per quello tedesco. In Francia, il singolo “Centro di gravità permanente” vendette ben 60mila copie.

L’album fu pubblicato in Spagna con il titolo “La voz de su amo“. È una versione identica a quella italiana, ma con i nomi dei brani tradotti. Il disco aprì nuovi scenari musicali per l’artista. Spesso caratterizzato da sonorità eleganti e raffinate con riferimenti al rock ed alla new wave, è considerato più “semplice” dei precedenti “L’era del cinghiale bianco” e “Patriots”, ma anche più organico. Una particolarità dell’album è la presenza di numerosi strumenti molto differenti fra loro (vibrafono, organo Hammond, sezioni di archi, sintetizzatore e sequencer), utilizzati in modo “orchestrale”.

Il titolo e l’importanza del disco di Battiato

Il titolo fa riferimento all’omonima etichetta discografica, a un omonimo romanzo di Stanisław Lem e al concetto di “padrone” della filosofia gurdjeffiana, in cui rappresenta la coscienza e la volontà dell’individuo. Venne stampato per la prima volta su CD nel 1988, sebbene tutte le canzoni dell’album (a eccezione di “Segnali di vita”), fossero già state incluse nella raccolta Battiato del 1986,  una delle prime pubblicazioni dell’artista sul formato digitale. Nel 2021 fu il primo album di un artista italiano disponibile sulle piattaforme digitali in formato Dolby Atmos.

La critica è sempre stata concorde in merito al valore de La Voce del Padrone di Franco Battiato. In un sondaggio promosso da “Musica e dischi”, è stato valutato come il secondo miglior album italiano di musica leggera degli anni Ottanta, superato solamente da “Crêuza de mä” di Fabrizio De André. La rivista Rolling Stone Italia lo ha collocato alla posizione numero 2 nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre.

 

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