Chi è Lando Buzzanca,

è uno degli attori più famosi del cinema italiano. Nato nel 1935 e morto il 18 dicembre del 2022, il suo nome completo è Gerlando Buzzanca. Proviene anche lui dalla “scuola di strada artistica”, come i mitici Franco e Ciccio. Vita, carriera e cosa fa oggi il mitico interprete siciliano.

Biografia, età, esordi di Lando Buzzanca

«Il mestiere dell’attore è talmente bello che ti emoziona ancora prima di fare qualcosa». Con queste parole Buzzanca ha descritto la sua attività. Un mondo, quello della recitazione, che ha frequentato sin da giovanissimo. Nato a Palermo nel 1935, in una famiglia di attori, si è trasferito a Roma a 17 anni. Sia il padre che lo zio erano attori.

A Roma, mentre frequentava alcuni corsi di recitazione all’Accademia Sharoff (di cui è divenuto poi presidente onorario), si adattò inizialmente a lavori precari, prima di esordire come attore. Ha lavorato prima nell’ambito teatrale, poi in quello cinematografico.

Fece la comparsa in alcuni film, tra cui “Ben-Hur“, dove interpreta uno degli schiavi della galea. L’esordio ufficiale arrivò nel 1961: Pietro Germi lo scelse per il ruolo di Rosario Mulè in “Divorzio all’italiana” e anche per quello di Antonio in “Sedotta e abbandonata“.

Nel 1964 partecipò, come attore non protagonista, al film di Luciano Ricci “Senza sole né luna”. Nei successivi copioni Lando Buzzanca si trovò spesso a interpretare ruoli stereotipati di maschio siciliano, a volte amante delle donne ma un po’ tonto. La critica cinematografica lo relegò, dunque, alla schiera dei caratteristi, con l’eccezione del ruolo di protagonista nel 1967 nel “Don Giovanni in Sicilia” di Alberto Lattuada.

I film più famosi

Il talento di Buzzanca incontrò il vasto consenso del pubblico, sebbene la critica fu spesso non benevola nei suoi confronti. La sua vena comica e la sua recitazione, in particolare, riscuotevano grande successo. Nel 1970 interpretò in televisione “Signore e signora“, in coppia con Delia Scala. La sua battuta «Mi vien che ridere» rimarrà un tormentone ricordato e ripetuto dal pubblico per anni.

Anche sull’onda del grande consenso televisivo, i suoi film cominciarono a riscuotere importante fama commerciale. La notorietà internazionale arrivò con “Il merlo maschio“, commedia sexy all’italiana del 1971 diretta da Pasquale Festa Campanile. Negli anni seguenti si trovò a recitare al fianco di famose attrici del momento: da Claudia Cardinale a Catherine Spaak, da Barbara Bouchet a Senta Berger e Joan Collins.

Forte del suo successo commerciale, cominciò anche a caratterizzare in modo più marcato e tipico i suoi personaggi. Sono sue, ad esempio, le idee di film come “L’arbitro”, “Il sindacalista” e “All’onorevole piacciono le donne”, in cui tratteggia parodie di personaggi realmente esistenti e facilmente riconoscibili.

L’interesse per questo tipo di film calò negli anni Settanta. Inevitabilmente, dunque, diminuirono in tal senso gli impegni cinematografici di Lando Buzzanca, che non si adattò alla moda della commedia sexy all’italiana. L’attore palermitano rifiutò di comparire in determinate pellicole, preferendo lavorare in radio. Qui, per alcuni anni, fu protagonista di “Gran Varietà” con “Buzzanco“, l’erede del personaggio televisivo inventato per “Signore e signora”.

Il successo in tv: fiction con Lando Buzzanca

Dopo alcuni anni di attività in teatro, tornò nel 2005 a lavorare per la televisione con la fiction “Mio figlio”. Il suo personaggio era il padre di un ragazzo omosessuale. Ottenne un enorme successo di pubblico.

La serie diede vita a un sequel: “Io e mio figlio – Nuove storie per il commissario Vivaldi”, andato in onda nel 2010. Nello stesso anno Lando Buzzanca comparve anche ne “Lo scandalo della Banca Romana” e “Capri 3”. Nel frattempo, nel 2007, aveva recitato nel lungometraggio cinematografico “I Viceré” di Roberto Faenza, per il quale è stato candidato al David di Donatello per il miglior attore protagonista e ha vinto il Globo d’oro al miglior attore.

Un altro grande successo televisivo fu quello de “Il restauratore“, una serie andata in onda nel 2012. due anni dopo uscì la seconda stagione. Nel 2014 ha partecipato al video musicale “Amo Milano” di Dargen D’Amico, dove assunse la parte di un siculo naturalizzato a Milano.

Nel 2016 prese parte all’undicesima edizione di “Ballando con le stelle“, danzando in coppia con Sara Mardegan. Nel 2017 comparve nell’apprezzato film “Chi salverà le rose?” di Cesare Furesi.

Vita privata: moglie, figli e compagna

Lando Buzzanca è stato sposato con Lucia Peralta per 57 anni. Dal loro matrimonio sono nati due figli: Massimiliano e Mario. L’attore ha conosciuto la sua nuova compagna, Francesca Della Valle (al secolo Francesca Lavacca), nel 2016. Tra loro ci sono 35 anni di differenza.

 

Lando Buzzanca oggi

Negli ultimi anni l’attore siciliano è stato spesso al centro delle notizie di gossip, soprattutto per il legame con Francesca Della Valle. Il figlio Massimiliano, intervistato alla fine del 2021 dal Corriere della Sera, ha rivelato: «Tutti lo conoscono come il grande attore, ma papà purtroppo è malato e ha anche la demenza senile».

«Non tornerà mai più indietro, è destinato a stare sempre peggio, non guarirà mai», ha detto al Corsera Massimiliano Buzzanca. Che ha aggiunto: «Mesi fa è caduto e si è procurato un trauma cranico con versamento celebrale. Ma la sua situazione era già compromessa prima dell’incidente: una sera a cena al ristorante una signora gli ha chiesto un autografo e lui non è stato in grado di firmarlo».

«Non vorrei parlarne pubblicamente perché mi dà un dolore enorme raccontare come sta papà ma devo dirlo. Non è in grado di capire il 90/95% di quello che gli succede intorno, è come un bambino di 8 anni. Ormai quando è in buona per lui tutto è un gioco, ha ancora l’istinto da attore, è come se stesse sempre recitando», ha spiegato il figlio di Lando Buzzanca.

Lando Buzzanca è morto a Roma il 18 dicembre del 2022.

logo-img
La redazione di siciliafan.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su siciliafan.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
    Chiedi la correzione di questo articoloValuta il titolo di questa notizia

    Articoli correlati