Forse non tutti lo sanno, eppure c’è una bella leggenda siciliana legata alla scoperta del corallo di Sciacca (Agrigento). Questa antica storia è legata ad Alberto Ammareddu, un pescatore che amava Tina, la quale gli aveva donato una medaglia in segno di amore.

Un giorno facendo manovra, la medaglia gli cadde in mare.

Senza pensarci due volte, si tuffò per recuperare la medaglia e scoprì il corallo. Questa è la poetica leggenda sulla scoperta del corallo, che si tramanda ancora da una generazione all’altra.

Esiste, in realtà, una storia meno poetica e più reale. Nel mese di marzo del 1875 tre pescatori saccensi, cioè Alberto Maniscalco detto Ammareddu, Alberto Occhidilampa e Giuseppe Muschidda si trovavano a pescare a 8,5 miglia da Capo San Marco. Rimasero impigliati con le reti, scandagliando il fondale per verificare la causa per cui si erano impigliati si trovarono uno scoglio del tutto rivestito di corallo.

Furono successivamente trovati tanti banchi di corallo, il primo era di circa 6000 mq con profondità da 70 a 125 metri dal quale si ottenne più di 1000 tonnellate di corallo.

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