I fiori di mandorlo sono i primi a sbocciare, tra il tardo inverno e la primavera. Per questo motivo portano con sé significati di speranza, fragilità, delicatezza e anche amore. Forse non tutti lo sanno, ma l’origine del mandorlo è legata a una leggenda molto cara alla Sicilia: quella di Acamante e Fillide.

Fillide era figlia di Teseo, l’eroe che aveva sconfitto il Minotauro, e Fedra. Giovanissima si innamorò di Acamante, che la ricambiava. Lui era un impavido guerriero, richiamato al dovere delle armi dalla guerra. Angosciata, lei scendeva in spiaggia ogni giorno, sperando di vederlo ritornare.

Passarono i giorni, che diventarono settimane e mesi, quindi anni. Fillide, ormai certa che il suo amato non sarebbe tornato, morì di crepacuore. Giunone, protettrice degli amori fedeli, la trasformò in un mandorlo spoglio. Alla fine, trascorso un altro inverno, Acamante tornò. Non era ancora giunta la primavera. Lui non aveva mai scordato Fillide, ma purtroppo non era riuscito a tornare prima.

Tra i rami riconobbe l’amata e iniziò a piangere disperato: l’albero, prodigiosamente, si ricoprì di bellissimi e impalpabili fiori bianchi. Così, il miracolo della fioritura del mandorlo, ancora nel cuore dell’inverno, avviene ogni anno in Sicilia e si ammira spettacolare nelle campagne.