Una delle piante più diffuse in Sicilia.

  • Acanto significato e simbologie.
  • Questa pianta dalle grandi foglie e dai fiori eleganti adorna diverse aree del territorio siciliano.
  • Ha un antica origine, è legata al mito e ornava i capitelli: ecco tutto quello che c’è da sapere.

Esistono paesaggi siciliani che rimangono impressi nel cuore. Quei paesaggi sono una rappresentazione della natura più autentica, dai profili delle montagne alla linea dell’orizzonte sul mare. A renderli unici è anche una vegetazione rigogliosa, che trova massima espressione in alcune piante in particolare. Abbiamo deciso di parlare dell’Acanto e del suo significato perché si tratta davvero di una storia interessante, che affonda le radici nel mito. Procediamo con ordine e scopriamo anzitutto la pianta e i suoi fiori.

Caratteristiche dell’Acanto

L’Acanto è una pianta erbacea perenne cespugliosa. Presenta grandi foglie lucide e oblunghe, frastagliate di fiori bianchi e azzurri in un’alta spiga elegante e slanciata che appare in estate. Cresce spontaneamente, ma si coltiva anche in giardino per la notevole bellezza del fogliame e la grazia della fioritura. In particolare l’Acanthus Mollis presenta grandi foglie lobate pennato-partite, dal margine dentato, molto eleganti. Queste, che possono raggiungere una lunghezza di 80 cm, hanno un bel colore verde-scuro: sono lucide dalla parte superiore, con fiori dalla corolla bianco-rosea, riuniti in lunghe infiorescenze a spiga alte oltre 1 m, che da maggio a luglio si ergono sopra il fogliame. A rendere unico l’Acanto è la sua storia: ve la raccontiamo subito.

Prima di parlare del significato dell’Acanto, vogliamo rivelarvi perché si chiama così. Il nome deriva dal greco ἄκανϑος (àcanthos) che significa spina (ackè). Proviene dalle estremità appuntite delle foglie e delle capsule che racchiudono i semi, in particolare nell’Acanthus spinosus. La bellezza della pianta e dei suoi fiori è riconosciuta anche negli antichi testi classici. Pensate che Virgilio, già nel 50 a.C. immaginava la bellissima Elena di Troia con un peplo di colore bianco e con gli orli adornati da foglie di faggio e di acanto. Il celebre scrittore romano Plinio il Vecchio, nel 50 d.C. nei suoi trattati di botanica, suggeriva di adornare i giardini romani con le eleganti piante d’acanto. E c’è anche un legame con il mito.

Acanto significato, leggende e simboli

L’Acanto era considerato simbolo di verginità, in quanto pianta spontanea che cresce in terra non coltivata. Nel cristianesimo primitivo e poi in quello medievale era simbolo della Resurrezione. La mitologia greca narra che Acanto fosse una ninfa, desiderata dal divino Apollo. Dato che la giovane non lo ricambiava, Apollo decise di rapirla, ma lei reagì tentanto di fuggire. Quando il dio del sole la raggiunge tentò di divincolarsi graffiando il volto del bellissimo Apollo, che la punì trasformandola in una pianta ‘’amata dal sole’’. Le linee ispirate alle foglie di Acanthus spinosuse di Acanthus mollis furono molto utilizzate come ornamento dei capitelli. Li troviamo nell’antica architettura greca (ordine corinzio) e romana (ordine composito). Nel linguaggio delle piante rappresenta il prestigio e il benessere materiale: in passato veniva utilizzato per adornare le vesti dei personaggi più illustri.

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