Frutti Siciliani di una volta: li Caccami.

  • Sono i frutti del Caccamo, cioè il Bagolaro.
  • Sono dolcissimi e, un tempo, venivano venduti per strada.
  • Rientrano tra i frutti siciliani ormai dimenticati: scopriamoli meglio insieme.

Ci sono frutti che ormai appartengono al passato. Sono rimasti nella memoria di alcuni, come un ricordo che riporta indietro all’infanzia.  Tra questi ci sono anche li caccami: frutti dolcissimi che si vendevano per strada insieme al “cannolo”, una specie di cerbottana fatta con la canna, che serviva per lanciarsi addosso il nocciolo dopo avere mangiato la polpa. Il loro albero è chiamato in Sicilia “Caccamo”, ma si tratta del Bagolaro: una pianta tipica del Mediterraneo, che fa parte della famiglia delle Ulmaceae. In Sicilia sono presenti numerosi varietà fra cui una classificata come tipica dell’Etna: Celtis Aetnensis (Tornab.). Il Bagolaro è molto longevo e riesce a vivere anche 2-3 secoli. Sembra che il nome derivi dalla parola bagola, termine dialettale del nord Italia che significa “manico”, per la sua conosciuta bontà nell’utilizzo del suo legno per manici. Il legno è presenta chiaro, duro, flessibile, tenace ed elastico. Viene spesso coltivato come pianta ornamentale e alberature stradali grazie anche al suo rapido accrescimento.

Una volta i ragazzi andavano pazzi per “li caccami”, che ormai rimangono un ricordo del passato. Rustica e frugale, la pianta del Caccamo si adatta a qualsiasi tipo di terreno e di esposizione. Dalla corteccia si estrae una sostanza gialla tintoria, mentre dei frutti di Bagolaro, di cui sono ghiotti gli uccelli, e si ricava un’olio. Il bagolaro viene chiamato anche “albero dei rosari”; infatti i suoi semi erano utilizzati per costruire il rosario.

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