In Brasile, in particolare nello stato di Espirito Santo, siamo quasi in un girone infernale. Incendi, razzie, assalti, esecuzioni sommarie e regolamenti di conti. E poi strade e piazze vuote, negozi, uffici, scuole chiusi. Perfino gli ospedali sono costretti a lavorare blindati per evitare gli agguati. L'obitorio dell'istituto di Medicina legale ha le celle frigorifere piene di cadaveri; molti corpi delle vittime sono abbandonati per le strade perché nessuno sa dove sistemarli.
 
Da una settimana una città di 800mila abitanti è ostaggio della criminalità. Si chiama Vitoria la capitale dell'Espirito Santo, lo stato che confina a sud con quello di Rio de Janiero. L'ultimo bilancio parla di 101 vittime. Molti sono ragazzi, poco più che ventenni, freddati con quattro colpi di pistola. Quasi un marchio, una firma: giustizieri che vagano per la città e risolvono a modo loro una violenza che sta contagiando, in maniera allarmante, molte regioni del Brasile.
 
Tre anni di recessione si fanno sentire. Tagli, licenziamenti, stipendi ridotti, aumenti negati. Non ci sono soldi. E le proteste finiscono per contagiare anche chi dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini. La polizia militare, addetta all'ordine pubblico, ha deciso di restare in caserma. Hanno deciso di affidarsi alle loro colleghe che hanno presentato un certificato medico in cui dichiaravano la loro indisponibilità per "sindrome da disagio premestruale"; poi è scattata la solidarietà femminile e la protesta si è allargata alle mogli, sorelle, figlie e madri dei poliziotti. Un centinaio di donne si sono presentate davanti alle caserme e con cartelli, manifesti e bandiere, hanno organizzato un picchetto. Le pattuglie non sono potute uscire e la città è rimasta sguarnita.

Sono stati assaltati 200 negozi, 100 case, tre centri commerciali; sei autobus sono stati sequestrati e dati alle fiamme. Assieme a sparatorie tra chi partecipava ai saccheggi e chi cercava di difendersi. Il governatore si è praticamente arreso, non essendo in grado di garantire la sicurezza. Ha invitato la popolazione a restare in casa e ha suggerito all'azienda dei trasporti di limitare le corse dei bus due ore al giorno per proteggere gli autisti. Il governo ha spedito altri trecento poliziotti, 200 uomini della Guardia nazionale e 300 soldati dell'esercito. La magistratura ha intimato alla polizia militare di tornare al lavoro e ha minacciato di far pagare una multa di 10mila reais (3mila euro) per ogni giorno di sciopero.