orecchioSiracusa è una delle città più belle della nostra Sicilia. Il teatro greco è uno dei monument più visitati. Proprio al lato del teatro si possono ammirare le latomie, cave di pietra (necessarie alla costruzione di templi, strade e opere di difesa) che vennero utilizzate come prigione per i superstiti della dura battaglia tra Atene e Siracusa (nel 400 a.C circa). Dopo l'utilizzazione, probabilmente occasionale, come prigione per gli ateniesi, questo uso divenne tipico nella dittatura di Dionisio, il quale vi avrebbe rinchiuso il poeta Filosseno perché colpevole di non aver apprezzato molto le opere letterarie del tiranno. 

Le latomie più famose sono quelle del Paradiso, dove all’interno vi sono delle grotte caratteristiche. Una di queste presenta dei fenomeni acustici molto particolari. Se si prova a battere le mani, a bisbigliare o ad accennare un “La” il suono rimbomba e si sente in tutta la struttura.

La grotta di cui stiamo parlando viene chiamata orecchio di Dionisio.

Il tiranno Dionisio o Dionigi era un uomo crudele, avaro e con molti nemici politici.

Si racconta che fece rubare un bellissimo mantello d’oro alla statua di Giove e per non lasciarlo scoperto, gli mise addosso una copertina di lana asserendo che la lana era più comoda, poiché manteneva caldi in inverno e freschi in estate. Ad una altra statua, quella di Esculapio, figlio di Apollo (Apollo veniva rappresentato nelle statue senza barba), fece radere la barba d’oro giustificando il fatto come un gesto di rispetto nei confronti del padre. Esculapio non poteva essere barbuto ed il padre Apollo no.

Ritornando all’orecchio, si racconta che il tiranno si metteva in una cavità posta nella parte più alta della grotta ed ascoltava i prigionieri politici che confabulavano contro di lui. Inutile dire che fine facevano questi prigionieri…

A parte la leggenda, molto carina, si pensa che la grotta fosse la cassa di risonanza del teatro e a dargli il nome orecchio fu niente popò di meno che Michelangelo Merisi, il Caravaggio. 

Colpo di scenaaaaaaa (avrebbe detto qualcuno).

Caravaggio (è vero e non leggenda) visitò la Sicilia nel 1608, e studiò la pianta a forma di S della grotta artificiale. Vide che la grotta fu scavata seguendo il percorso un vecchio acquedotto. Quindi, dato che somigliava ad un condotto uditivo, da qui nacque il nome Orecchio dando forza alla leggenda cinquecentesca.

Di Alessandra Cancarè