uomoNel 1940 uno strano individuo entrò a far parte della vita dei mazaresi.

Era un uomo molto silenzioso, indossava sia in inverno che in estate, diversi strati di vestiti e portava in testa un berretto. Senza disturbare nessuno, andava in giro per la cittadina di Mazara del Vallo nutrendosi di rifiuti.

Portava con se un bastone. All'estremità inferiore questo bastone aveva una punta che serviva a raccogliere i mozziconi di sigarette che poi venivano fumati. 

Si racconta che fosse burbero, ma non faceva male a nessuno. Non accettava cibo o denaro se non qualche sigaretta solo se gli si gettava per terra.

Proprio per questo suo modo di fare venne chiamato “omu cani”, uomo cane.

Ovviamente questa figura diede vita a mille fantasie…

Qualcuno pensava che fosse un comandante di nave salvato da un naufragio, altri credevano addirittura che potesse essere Ettore Majorana, lo scienziato catanese scomparso nel 1938 e non più ritrovato…

Ad avvalere l’ipotesi che fosse Majorana furonoi fratelli Romeo che raccontarono che l’uomo cane aiutò un ragazzino a risolvere dei problemi di matematica e fisica. 

Il 9 luglio 1973, l’uomo fu trovato morto sui gradini della statua di San Vito. 

Negli anni ottanta si aprirono delle indagini dove risultò che l’uomo cane si chiamava Tommaso Lipari, era nato a Tunisi nel 1900 e si era sposato con una donna di Moncalieri.

Anche se fu una delusione per tutti, in quanto era bello sperare in un personaggio leggendario quale Ettore Majorana, la popolazione mazarese ebbe sempre rispetto per quello strano uomo che decise di vivere in solitudine trent’anni della propria vita…

…e così anche Tommaso Lipari entrò nella leggenda siciliana.

Di Alessandra Cancarè