Torniamo a parlare della lingua siciliana, uno dei nostri argomenti preferiti. Sono davvero tante le espressioni caratteristiche dell’isola, che riescono davvero a rendere il loro significato soltanto nella loro forma originale.

In particolare, ci sono alcuni modi di dire siciliani che, una volta tradotti in italiano, perdono del tutto la loro forza. Sarà perché la lingua siciliana è unica nel suo genere o magari per l’utilizzo di termini specifici, sta di fatto che la versione italianizzata non regge il confronto.

Vediamo insieme 10 di questi modi di dire: siamo sicuri del fatto che questo elenco vi piacerà!

10 modi di dire che possono esistere solo in siciliano

  1. Stannu carennu i caiddiddi. Letteralmente si traduce come “Stanno cadendo i cardellini” e si utilizza quando c’è molto freddo.
  2. Pigghia r’asciutto! Questa espressione si utilizza quando si vuole invitare qualcuno a non scivolare, a fare attenzione.
  3. Vi vagnastivu aricchi? Questa espressione deriva dall’usanza di bagnarsi le orecchie per provare benessere durante le giornate più calde. Si utilizza per dire “Vi siete talmente abituati a una determinata condizione, da non poterne più fare a meno”.
  4. T’abballu nu chicchiriddu. Viene utilizzate per indicare la capacità di essere più bravi/migliori di qualcuno nel fare qualcosa.
  5. Hanno u sangu muoittu. Si dice di persone che non soffrono il freddo.
  6. Salutami la nonna. Viene utilizzato per sbarazzarsi di qualcuno in modo elegante.
  7. Ni calamu no statu i famigghia? Indica quelle persone che approfittano dell’ospitalità.
  8. Matri Diu Ca la fici! Espressione di stupore che si utilizza rivolgendosi a qualcuno che si ritiene di brutto aspetto.
  9. Ti stai puittannu a mirudda. Si dice di persona fastidiosa (a mirudda è il midollo cerebrale)
  10. P’un curnutu un curnutu e mienzo. Si utilizza per indicare la volontà di vendicarsi di un torto con un’azione ancora peggiore.