Proverbi siciliani che devi conoscere prima di venire in Sicilia.

  • Quando si va in vacanza in Sicilia, è bene approfondire la conoscenza delle sue tradizioni.
  • L’isola vanta un meraviglioso retaggio culturale, che prende la forma anche di celebri modi di dire.
  • Queste frasi rendono il meglio quando sono pronunciate in dialetto, ma non tutti possono comprenderle.
  • Per aiutarvi nell’ardua impresa, abbiamo scelto i proverbi che bisogna conoscere prima di arrivare in Sicilia.

I proverbi siciliani sono uno dei nostri argomenti preferiti. La tradizione dell’isola è piena di detti che, nonostante il passare degli anni, sono sempre attuali. Consigli sulla vita, sull’amore, sul lavoro: ce n’è davvero per tutti i gusti, con tanti straordinari esempi di quella saggezza popolare che – ahinoi – con il tempo si è un po’ persa. Oggi abbiamo deciso di parlare di quei proverbi siciliani che bisogna per forza conoscere, quelli che almeno una volta nella vita tutti hanno sentito. Prima di arrivare in Sicilia, è praticamente un obbligo essere al corrente dell’esistenza di queste frasi! Bando alle ciance, dunque. Vediamo quali sono.

10 proverbi siciliani che bisogna conoscere

  1. Agnieddru a ‘ssucu… e finì lu vattiu.
    Agnello al sugo… ed è finito il battesimo.
  2. Cu nasci tunnu nun pò moriri quatratu.
    Chi nasce rotondo non può morire quadrato
  3. Chiù scuru di mezzannotti nun po’ fari.
    Più buio di mezzanotte non può fare.
  4. Chista è a ‘zzita, cu a voli sa marita
    Questa è la fidanzata, chi la vuole, se la sposa.
  5. Li guai di la pignata li sapi la cucchiara
    I guai della pentola li conosce il cucchiaio
  6. Lu Signuri duna viscotta a cù nun havi anghi.
    Dio dona biscotti a chi non ha i denti
  7. Conzala comu voi, sempri cucuzza è!
    Preparala come vuoi, sempre una zucchina rimane!
  8. Ci rissi ‘u surci ‘a nuci: “Dammi tempu ca ti perciu”
    Disse il topo alla noce: “Dammi il tempo che prima o poi ti apro”
  9. Nuddu si pigghia si un s’assumigghia.
    Nessuno si prende se non si somiglia
  10. Ci vuoli ‘u ventu in chiesa, ma no ‘a astutari i cannili!
    Il vento in chiesa ci vujole, ma non tanto da spegnere le candele!

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