cinemaNuovo cinema Paradiso è un film del 1988 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore.

La versione internazionale di questo film (che a differenza della versione originale di 155 minuti, è stata ridotta a 123 minuti) vinse il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1989 e l'Oscar per il miglior film straniero.

Da quando ha lasciato Giancaldo, il paesino della Sicilia di cui è originario, Salvatore Di Vita non vi ha mai più voluto rimettere piede; da ormai trent'anni vive a Roma, dove nel frattempo è diventato un affermato regista cinematografico.
Una sera al suo rientro a casa apprende dalla sua compagna la notizia della morte di un certo Alfredo, e per una notte intera la sua mente vaga tra i ricordi della sua infanzia…

Alla fine degli anni Quaranta, Totò (così viene soprannominato Salvatore) è un bambino povero che vive con la sorella e la madre in attesa che il padre ritorni dalla Russia, dove è andato a combattere. Svolge la mansione di chierichetto per Don Adelfio, parroco del paese e gestore della sala cinematografica parrocchiale, il cinema Paradiso, per la quale si occupa di censurare tutte le scene di baci amorosi tra i protagonisti (da lui considerate erotiche) all'interno delle pellicole.

Salvatore, affascinato dal cinematografo, tenta invano di assistere di nascosto alle proiezioni private per il prete e di rubare qualche spezzone tagliato dal proiezionista Alfredo. Questi è un uomo illetterato, ma di buon cuore, e Totò lo inizia a frequentare assiduamente, nonostante l'opinione contraria di sua madre e l'atteggiamento un po' scontroso dell'uomo.

In occasione dell'esame di licenza elementare a cui partecipa anche Alfredo, il bambino riesce finalmente a stringere un accordo con lui: in cambio dei risultati della prova, il proiezionista gli insegnerà tutti i trucchi del mestiere. Una sera però il pubblico reclama a gran voce il secondo spettacolo di I pompieri di Viggiù e, poiché la sala è stata chiusa, Alfredo e Totò decidono di accontentarli proiettando il film sul muro esterno di una casa. Una distrazione dell'uomo è la causa di un incendio che improvvisamente si propaga all'interno della cabina di proiezione; Totò riesce a salvare l'amico, ma questi perde la vista.

Grazie all'intervento di Spaccafico, un paesano, originario di Napoli, diventato milionario al Totocalcio, la sala cinematografica viene ricostruita e prende il nome di Nuovo cinema Paradiso. Inizia così una nuova epoca per questo esercizio al cui interno lavora il bambino, che d'ora in avanti proietterà pellicole non più censurate. Salvatore, diventato adolescente, conosce Elena, una studentessa figlia di agiati borghesi, e se ne innamora, ma la famiglia della ragazza non gradisce la loro relazione e decide di trasferirsi nel continente.

Nel contempo il ragazzo è chiamato a svolgere il servizio militare a Roma e perde completamente le tracce di Elena; tornato in Sicilia si rivede con Alfredo che gli consiglia di abbandonare per sempre la Sicilia e di tornare a Roma. Con quest'ultimo ricordo la mente di Salvatore torna alla realtà: è sì un regista ricco e famoso, ma scontento della sua vita, e i pensieri di una notte lo portano a decidere di partire per la Sicilia.

Il funerale di Alfredo diventa l'occasione per confrontarsi col suo passato e con le persone che avevano popolato la sua infanzia. Anche il Nuovo cinema Paradiso, oramai chiuso ed in disuso da quasi sei anni, ha perso il suo splendore e Salvatore non può che assistere inerte alla sua demolizione, sinonimo di quella crisi che da tempo attraversa il cinema italiano.

Il regista ha anche l'occasione di rivedere Elena, ma solo per l'ultima volta: lei è ormai una donna sposata, con "Boccia", vecchio compagno di scuola di Totò, e non può fare altro che tornare a Roma con una "pizza" contenente una misteriosa pellicola lasciatagli da Alfredo. Questa è in realtà un montaggio dei baci censurati da Don Adelfio e la sua proiezione diventa la migliore rappresentazione dell'immortalità del cinema.


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