Un edificio sontuoso e ricco di fascino: il palazzo Beneventano.

  • Bizzarro, appariscente e drammatico, con i suoi giochi di luce e l’abbondanza delle decorazioni, il Barocco siciliano viene esaltato al massimo del suo potenziale.
  • Secondo lo storico d’arte Anthony Blunt, è uno dei monumenti barocchi del Settecento più significativi e originali della provincia.
  • Scenografici i balconi dalle particolari inferriate panciute sostenuti da mensoloni che raffigurano animali fantastici.

Il nostro continuo viaggio alla scoperta della Sicilia ci porta a Scicli, una delle più famose località dell’Isola. Qui il barocco trionfa, tra splendidi palazzi e chiese. Non si finisce mai di scoprire il patrimonio di una città che è stata inserita tra i Patrimoni dell’Umanità Unesco e, oggi, vogliamo parlare di un edificio molto particolare: Palazzo Beneventano. Sono davvero molti i motivi che lo rendono speciale e basta leggere la motivazione per l’iscrizione alla World Heritage List per comprenderli: “Un capolavoro del genio creativo umano dell’età tardo-barocca“. È bello, emblematico ed enigmatico.  finalmente apre le sue splendide sale, facendo cadere parte dell’alone di mistero che lo circonda. Affacciandosi dai suoi balconi, è possibile ammirare da vicino una serie di decorazioni grottesche, con animali fantastici e figure antropomorfe, messe in rilievo da giochi di luce. I mensoloni barocchi che sostengono i balconi raccontano in modo impeccabile le scorribande dei saraceni e dei pirati nel Mediterraneo.

Il palazzo e i suoi personaggi

L’angolo sormontato da un cornicione, che funge da cerniera dei due prospetti, stilisticamente identici delimitando in altezza il palazzo, è forse la parte più interessante di tutto l’edificio. Si caratterizza per le artistiche decorazioni delle lesene bugnate, arricchite da due teste di moro in alto e da San Giuseppe in basso. Chiunque lo visiti, può perdersi sulle tracce del rivoluzionario Agostino e del suo celebre fratello, Francesco Giuseppe Federico Beneventano del Bosco, barone della Piana ed eccentrico baritono che arrivò a cantare in America nella seconda metà dell’Ottocento. Palazzo Beneventano è uno dei mille tesori di Scicli, una città che ha saputo risorgere sui resti del terremoto del 1693: “Da allora si mostra – ha scritto il romanziere siciliano Elio Vittorini – con case da ogni parte su per i dirupi, una grande piazza in basso a cavallo del letto di una fiumara, e antichi fabbricati ecclesiastici che coronano in più punti, come acropoli barocche, il semicerchio delle altitudini”.

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