Sapete perché in Sicilia si festeggiano i Morti? Ce lo racconta Nando Cimino.

In Sicilia, contrariamente a quanto accade in altre parti d’Italia, la ricorrenza del 2 novembre non è considerata solo come commemorazione dei defunti, bensì anche come una vera e propria festa; la “Festa dei Morti” appunto.

Come mai, da cosa deriva questa usanza? È una tradizione antica in cui credenze e superstizioni si intersecano con fede e religione; e lo scopo è si quello di onorare i defunti ma, in qualche maniera, anche il bisogno di esorcizzare la morte stessa.

Ne sono principali fruitori i bambini, ma non solo,  ai quali verranno a “render visita” i tanti parenti defunti per portar loro doni di ogni genere; abbigliamento, giocattoli  ma soprattutto dolciumi. Tipico di questa festa è infatti u pupu di zuccaru, o u panaru di frutta marturana che, con i loro vivaci colori, poco o nulla hanno a che fare con quello che dovrebbe essere il clima di mestizia della ricorrenza.

Certo in tutto questo c’è anche il retaggio di vecchie feste pagane e soprattutto di antiche  tradizioni celtiche con la cosiddetta “notte di Samhain” ovvero la notte dei morti e delle anime che si festeggiava il 31 ottobre ed il primo novembre.

Tanti antropologi hanno speso parole, spesso anche paroloni, per tentare di capire ed in qualche maniera motivare questo modo tutto siciliano di commemorare/festeggiare i defunti. Lo storico Giuseppe Pitrè ci racconta di come, secondo leggenda, i morti si trasformassero addirittura in ladri, rubando a commercianti, dolcieri, fruttivendoli ed altri “malcapitati” esercenti, per procurarsi la materia prima con cui confezionare i regali da portare ai propri cari.

Oggi, anche in Sicilia, la Festa dei Morti  rischia di essere  inglobata dalla per noi meno tradizionale festa di Halloween; purtroppo anche le tradizioni non sono eterne, ed anche se personalmente spero proprio di no, fra qualche anno potremmo ritrovarci con qualche dolcetto scherzetto in più e qualche scarpa apparata in meno.

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