Forse non tutti lo sanno, ma uno dei marmi più richiesti al mondo e apprezzati si estrae in Sicilia. Stiamo parlando del Perlato di Sicilia, la cui estrazione si concentra quasi del tutto nel territorio di Custonaci (Trapani). Da sempre questo marmo rappresenta un’eccellenza, per la sua bellezza e la sua resistenza.

Il Perlato è chiamato anche Botticino di Sicilia ed è apprezzato in tutto il mondo. Nella Penisola Arabica, ad esempio, viene impiegato per realizzare rivestimenti interni ed esterni, in ambienti privati ed edifici pubblici. Anche in Italia ha molto successo. Lo si trova, ad esempio, nei rivestimenti della Basilica di San Pietro, ma anche nel complesso della nuova stazione centrale di Milano.

Perlato di Sicilia: ecco perché è così pregiato

A renderlo così pregiato è la particolare resistenza agli urti. Il colore si caratterizza per una tonalità di avorio chiaro, con macchie bianche di calcite e venature sul marrone. Le striature giallo-brune sono la conseguenza della concentrazione di ossidi di ferro e minerali argillosi, mentre quelle più scure derivano dalla presenza di microfossili nel marmo.

L’estrazione del Perlato di Sicilia avviene prevalentemente nel bacino marmifero di Custonaci, in provincia di Trapani, che è considerato il più importante d’Italia. Soltanto nella zona tra Monte Cofano e Monte Sparagio, che occupa una superficie di soli 3 chilometri quadrati, ci sono ben 200 cave.

Per questo la Sicilia è una delle regioni in cui l’estrazione è assai fiorente. Ogni anno sono circa 60 milioni i proventi ricavati dall’esportazione del marmo locale e la zona di Trapani copre da sola circa il 15% della produzione italiana e l’85% di quella regionale. Nella stessa zona si estrae anche il Perlatino, che ha tonalità più tenui.