In questi giorni è importante conoscere le storie quotidiane di chi lavora in prima linea per combattere il Coronavirus. Oggi vi riportiamo il racconto di Pietro Vassallo, un infermiere siciliano che lavora all’Istituto Clinico di Brescia.

Pietro ha scelto, come immagine del suo profilo, una foto che lo ritrae seduto a terra, con il camice, il volto stanco e la mascherina. Una foto molto significativa, che dimostra tutto l’impegno di chi, ogni giorno, lotta per salvare vite.

Pietro ha scritto, per accompagnare la foto, un messaggio molto significativo, che riportiamo integralmente.

Scusateci se da qualche giorno siamo meno pazienti del solito , scusate se alziamo di più il tono, scusateci se siamo più irritabili… ma quei camici, quelle maschere, quell’alcool sulle mani ci stanno dilaniando naso, mani, testa e cuore. Siamo sempre concentrati ad ogni “semplice” compito lavorativo: cerchiamo di non farvi soffrire durante un prelievo venoso o arterioso, nonostante farlo con due paia di guanti non sia per niente semplice, cerchiamo di farvi sentire meno a disagio quando vi mettiamo dentro un casco per respirare meglio, cerchiamo sempre di sorridervi anche se con la maschera non lo vedete, noi, continuiamo a farlo perché è la prima arma che serve a farvi guarire.

Continuate ad essere coraggiosi perché insieme noi riusciremo a vincere questa battaglia.

Per i cittadini che stanno (apparentemente ) bene… Abbiate buonsenso e siate responsabili, state a casa ed uscite solo per necessita. Per chi è tornato dalle famiglie giù al sud siate responsabili (io sono siciliano, credete che non voglia riabbracciare al più presto i miei cari? Anche se fossi stato libero non lo avrei fatto proprio perché li amo).

Per una volta non ci facciamo prendere in giro dal mondo. Oggi la Cina, Whuan, siamo NOI, e non è un discorso di dittatura o democrazia, ma di intelligenza e buonsenso. Noi lavoriamo sul campo, voi, credetemi che più seguite le regole più ci aiutate.

Forza ragazzi, forza italiani, forza Italia.

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