Cosa ci fa una grande Piramide in Sicilia, posta esattamente sul 38° parallelo? Il colpo d’occhio è spettacolare. Siamo su una leggera altura del territorio di Motta d’Affermo, in provincia di Messina: un avamposto in quota sul mare e prospiciente gli scavi di Halaesa. La Piramide fa parte della Fiumara d’Arte ed è opera di Mauro Staccioli.

Nominandola, l’artista traduce l’astrazione della misura terrestre in creativa percezione metafisica e sugella il legame dell’opera con il luogo. Si tratta di un tetraedro titanico cavo realizzato in acciaio corten. Parzialmente sprofondata nel territorio roccioso, presenta una fessura lungo lo spigolo occidentale.

Questa rende ancora più preciso il suo collocarsi nella specificità del luogo e nello spazio cosmico.

La Piramide, come un faro introverso, testimone consapevole del ciclico e irreversibile scorrere del tempo, cattura la luce solare attraverso la fessura. Così registra nel proprio ventre geometrico i riverberi luminosi dallo zenit al tramonto.

Al concetto di immortalità, notoriamente correlato alla piramide faraonica, subentra qui il concetto più responsabile di transitorietà, attraverso il quale l’artista celebra la vita nel suo incessante anelito all’eterno.

Foto di MediaterraOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

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