Salvatore Salomone Marino (Borgetto, 8/12/1847 – Palermo, 17/3/1916) fu medico e folkloristica di fama internazionale. Insieme a Giuseppe Pitrè fu un illustre studioso di storia della cultura popolare siciliana e co-fondatore dell’Archivio per lo studio delle tradizioni popolari. A lui si deve molto, per la ricchezza e la vastità delle informazioni raccolte e per gli studi delle tradizioni popolari siciliane. Per questi studi seguì i canoni della ricerca demologica, che trae origine dalla realtà, dai racconti di popolani e contadini analfabeti.

Esordì con il volume “Canti Popolari“, nel 1867. Seguendo l’esempio di Pitrè, raccolse canzoni, poesie, proverbi e scioglilingua, pubblicati in diversi testi: “La storia nei Canti popolari siciliani” Tip. Michele Asmenta, 1968;  “Canti popolari siciliani in aggiunta a quelli di Vigo”, 1887; “Canti popolari siciliani nel secolo XVI, XVII e XVIII” , Palermo 1982; “Costumi e usanze dei contadini di Sicilia”, 1879; “Spigolature storiche siciliane”, 1887;  “Leggende popolari siciliane”, 1880; “Aneddoti, proverbi e motteggi” illustrati da novellette popolari siciliane.

Molto celebre è il suo libro “La baronessa di Carini”. Qui, oltre a un pometto popolare anonimo, riporta le sue ricerche storiche sull’accaduto, con scritti e documenti. Nei libri di Salvatore Salomone Marino, inoltre, si trovano alcune canzoni del repertorio di Rosa Balistreri.

L’Archivio per lo studio delle tradizioni popolari

Nel 1882 fu co-fondatore, insieme a Giuseppe Pitrè, di una rivista che divenne un punto di riferimento  europeo per gli studi di folklore: l’«Archivio per lo studio delle tradizioni popolari». Uscì ogni tre mesi fino al 1906, accogliendo tutti i tipi di manifestazioni della cultura popolare delle varie zone d’Italia e d’Europa.

I contributi scientifici erano organizzati  in sezioni: la prima riguarda le narrazioni (fiabe, miti e leggende), una seconda credenze e superstizioni, poi usi, costumi e pratiche,  proverbi, lingua popolare, canti e poesie, giochi e passatempi, infine indovinelli.