Gli italiani che, si sa, sono particolarmente sensibili all’amore e a San Valentino hanno già pianificato il week end di San Valentino. E ci pensano con largo anticipo prenotando i loro voli con circa 35 giorni di anticipo, un po' come i francesi e gli spagnoli rispettivamente con 36 e 37 giorni di anticipo. Anche se i più organizzati in Europa sono gli irlandesi che prenotano i loro voli con 54 giorni di anticipo, seguiti dai portoghesi (53 giorni di anticipo) e dai tedeschi (ben 41 giorni prima). In Italia gli innamorati che progettano il weekend di San Valentino a Venezia prenotano con ben più largo anticipo (ben 47 giorni), rispetto a quelli diretti a Roma (38) o Milano (32).

Ma quali sono le città più convenienti per un weekend romantico? Skyscanner ha provato a calcolare i costi medi di un viaggio verso le 10 destinazioni più popolari per gli italiani per il weekend dal 13 al 15 febbraio 2015. La scelta più economica per San Valentino sembra essere Budapest, seguita da Bruxelles e Praga, mentre decisamente più cara risulta una fuga romantica a Amsterdam, più del doppio rispetto a Budapest. Il sito globale di ricerca viaggi Skyscanner ha voluto indagare come si stanno muovendo i viaggiatori innamorati in Europa. Le mete con il maggiore incremento di prenotazioni alberghiere per il fine settimana di San Valentino, rispetto a quello precedente, sono la Francia con un +53%, seguita dalla Spagna (+51%) e in terza posizione dall'Italia (+48%).

San Valentino sembra avere, invece, un impatto minore sulle prenotazioni alberghiere del Nord Europa visto che gli hotel tedeschi registrano un incremento del 25% e quelli inglesi del solo 15%. Gli italiani si confermano sensibili al fascino di San Valentino, come dimostra l'aumento delle prenotazioni alberghiere (dirette dall'Italia verso ogni destinazione) del 55% in più per il fine settimana più romantico dell'anno, rispetto alla settimana precedente. Stessa percentuale di incremento riguarda gli inglesi (+55%), seguiti dai tedeschi con +44%, e distanziati dai francesi (+33%), con in coda gli spagnoli (+29%).