Santo Stefano Quisquina è la Città del Formaggio 2020. Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito di un progetto coordinato dall’Onaf (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi) e dall’Accademia del Gusto Mediterraneo. Il Comune siciliano, che si trova in provincia di Agrigento,  ha ricevuto la relativa segnaletica, nel corso della cerimonia svoltasi a Enna.

Santo Stefano Quisquina città del formaggio

Santo Stefano Quisquina nacque come villaggio agro-pastorale attorno alle sorgenti di Capo Favara. Sorge a 732 metri sul livello del mare e dista 73 km da Agrigento. Prima della sua fondazione, alcuni documenti attestano l’esistenza di un casale Sancti Stephani appartenuto già al X secolo, il cui territorio al tempo dei Normanni, era di proprietà dei Sinibaldi (parenti di Santa Rosalia), signori della Quisquina e del monte delle Rose.

Nel 1296 compare, come primo signore di Santo Stefano, Giovanni di Caltagirone, che visse al tempo di Federico II d’Aragona. Molte famiglie nobili governarono Santo Stefano. Tra queste i Larcan, che nel 1559 vendette la baronia e gran parte dei suoi beni al Protonotaro del Regno di Sicilia Alfonso Ruiz, che fece dono della baronia alla madre Elisabetta nel 1574.

Essendo questa moglie di Carlo Ventimiglia di Belmonte, nel 1599 ogni diritto passò alla famiglia Ventimiglia. Questi dominarono a lungo, e durante il loro regno il paese ebbe uno sviluppo demografico ed edilizio.

Durante il ‘700 fecero ricostruire importanti opere come il Castello Baronale e la Chiesa Madre. Nel 1812 il paese entrò a far parte del nuovo distretto di Bivona e il 4 gennaio 1863 ha assunto definitivamente il nome di S. Stefano Quisquina dopo essere stato chiamato prima S.Stefano di Melia e poi S.Stefano di Bivona.

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