La Scala dei Turchi di Realmonte (Agrigento) è unica nel suo genere. La lunga distesa di marna bianca brilla sotto il caldo sole della Sicilia e affascina al primo sguardo. Il suggestivo spettacolo che si gode quando si ha la fortuna di visitarla, diventa ancora più straordinario quando si possono osservare delle riprese aeree fatte grazie all’ausilio di un drone. 

Il canale di YouTube Drone Tv ha pubblicato in questi giorni un nuovo video, in cui mostra la Scala dei Turchi in tutta la sua bellezza: il mare con le sue mille sfumature, la spiaggia e poi lei, la parete rocciosa che si tuffa nell’acqua limpida. Un filmato perfetto per tutti i nostalgici delle vacanze estive e per quanti, nel corso della bella stagione, sono stati in Sicilia o si sono concessi una capatina a Realmonte.

Scala dei Turchi di Realmonte: un paradiso siciliano

La Scala dei Turchi è una parete rocciosa che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte (Agrigento). Nel tempo, grazie alla sua naturale bellezza, è diventata un’attrazione turistica, non soltanto per la singolarità della scogliera (che è di colore bianco e ha delle forme molto particolari), ma anche per la popolarità derivata dalla fortunata serie di romanzi dedicati al Commissario Montalbano, nati dalla penna dello scrittore empedoclino Andrea Camilleri. Questi luoghi, insieme a tanti altri della Sicilia, vengono citati nelle pagine e sono stati spesso immortalati nella serie tv ispirata ai romanzi.

La Scala è costituita da marna, una roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa dal caratteristico colore bianco puro. Questa scogliera si erge tra due spiagge di sabbia fine: per potervi accedere, bisogna procedere lungo il litorale e inerpicarsi in una salita che somiglia a una grande scalinata naturale di pietra calcarea. Una volta raggiunta la sommità della scogliera, il paesaggio visibile abbraccia la costa agrigentina, fino a Capo Rossello.

Il nome Scala dei Turchi deriva dalle passate incursioni da parte di pirati e saraceni, genti arabe che, per convenzione, ricevevano l’appellativo di “turchi”. Proprio in questa zona, meno battuta dai venti e rappresentante un porto più sicuro, i pirati trovavano riparo.